Torna la notte dei fuochi con una gara fotografica: il Comune ne autorizza 23

Domani al tramonto l’accensione, sono 16 quelli aperti al pubblico Giovedì 27 la processione e la messa in cattedrale con il vescovo
AVEZZANO. Le leggende nate attorno al rito dei focaracci sono diverse: si narra di un pastorello muto che acquisì la parola dopo l’apparizione della Vergine alle pendici del Monte Salviano, di una pioggia miracolosa dopo mesi di siccità, di una curiosa disputa tra gli abitanti di Avezzano e Cese su chi meritasse la protezione della Pietraquaria e di una città graziata dalla furia dell’ennesimo bombardamento. Racconti che impreziosiscono la tradizione secolare che si consuma nella notte del 26 aprile, in cui gli avezzanesi si radunano intorno a grandi falò, allestiti con dovizia nei vari quartieri della città, per celebrare la santa patrona. Festeggiamenti che da quest’anno sono stati inseriti nel catalogo dei beni culturali del ministero della Cultura, a testimonianza della forte identità che contraddistingue l’antica festa, che affonda le radici nel 1870.
la notte dei fuochi
Anche quest’anno la tradizione si rinnova. Seppur i focaracci autorizzati siano appena 23, ben 17 in meno rispetto al 2022. Sedici i falò pubblici, sette quelli privati che hanno ricevuto il parere favorevole da parte del Comune. Da qualche anno, infatti, gli organizzatori devono attenersi a regole precise (pena sanzioni): una distanza di sicurezza di almeno quaranta metri da strutture sensibili (distributori di carburante, autorimesse, serbatoi di gas ecc.), altezza massima di quattro metri dal suolo e divieto di alimentare i roghi con materiali inquinanti. L’ente ha creato un QR code in cui sarà possibile consultare la mappa dei focaracci sullo smartphone. La maggior parte dei falò sarà allestita nei rioni storici di San Nicola e Pucetta, ma sono altre le aree della città in cui poter assistere ai festeggiamenti.
Il programma
Il rito, come da tradizione, avrà inizio domani al tramonto, quando dalla cima del Salviano partirà la fiaccolata podistica (vedi altro articolo in pagina) che scenderà in città per accendere i fuochi dopo aver ricevuto la benedizione da Padre Orante. Le prime fiamme si alzeranno dalle 20.45 circa. La novità di quest’anno è la presenza di piatti tipici locali offerti dal Consorzio agricolo Covalpa. Anche le parrocchie in prima fila: i falò saranno accesi a San Giovanni, San Rocco, Santo Spirito, Madonna del Passo, cattedrale e Trinità.
la processione
Giovedì 27 aprile, invece, sarà la giornata dedicata alle celebrazioni religiose: alle 8 la reliquia della Madonna di Pietraquaria verrà esposta nel santuario del Salviano. Subito dopo partirà la processione che passerà per la via Crucis diretta a via Napoli. Nello stesso tempo, alle 8.30, l’altra celebrazione, presieduta da Don Claide Berardi nella cattedrale di San Bartolomeo, da dove prenderà il via la seconda processione con la statua della Madonna. I due cortei, una volta riuniti a via Napoli, si incammineranno assieme per le strade del centro città, fino a raggiungere la cattedrale per la messa celebrata dal vescovo Giovanni Massaro.
Il contest fotografico
Con l’hashtag #focaracci2023 sarà possibile pubblicare una foto dei falò taggando le pagine social del Comune di Avezzano. Un sondaggio sulla pagina dell’ente assegnerà il trofeo dei Fuochi al fuoco più bello della serata.
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