Torna la pesca di frodo nel Fucino

Denunciato un pakistano, il complice è fuggito: sequestrati trenta metri di reti
LUCO DEI MARSI. Blitz dell’associazione Acque Fucensi contro la pesca di frodo nei canali del Fucino. Denunciato un bracconiere e poste sotto sequestro le reti utilizzate illegalmente. Durante un servizio di perlustrazione dei canali, il gruppo di volontari presieduto da Italo Cerasoli, ha sorpreso alcuni pescatori di frodo tra Avezzano e Luco dei Marsi. I due, di nazionalità pakistana, avevano calato una grossa rete da pesca, lunga una trentina di metri, nelle acque del canale principale, compreso tra il ponte di Strada 39 e quello di Strada 40, affrancandola alle due sponde con delle bottiglie di plastica. All’arrivo dei pescatori, gli abusivi hanno tentato la fuga. Uno di loro è riuscito a dileguarsi tra i campi, mentre il suo complice è stato raggiunto e bloccato. Sul posto sono arrivati i carabinieri forestali che hanno identificato e denunciato l’uomo per pesca di frodo sequestrando i tramagli. L’uso di reti per la pesca di ciprinidi, o carpe comuni, è una pratica vietata e dannosa per la fauna ittica. Purtroppo il fenomeno illecito è tristemente noto nell’intera piana, nonostante i costanti servizi di controllo degli ambientalisti e delle forze dell’ordine. Tra i canali del Fucino la pesca illegale viene praticata prevalentemente da persone dell’Est Europa o dell’Asia, solitamente i pescatori abusivi si servono di tramagli, caricano il pescato su furgoni frigo e lo rivendono nei mercati clandestini riservati alle comunità romene, pakistane e bengalesi.
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