Torna libero il giovane che travolse e uccise Sara

A un anno esatto dall’incidente revocata la misura cautelare per Ayoub A marzo il processo. Luci spente nella piazza di Aielli in memoria dell’estetista
AIELLI. Luci spente nella piazza di Aielli per il primo anniversario della morte di Sara Sforza. È trascorso un anno esatto dal quel tragico incidente stradale sulla Tiburtina Valeria in cui perse la vita la giovane e bella estetista marsicana. A bordo della Renault Twingo guidata da Sara viaggiava anche il fidanzato Alessio Vergari, 33 anni, anche lui di Aielli, rimasto gravemente ferito.
Per la morte della 23enne la Procura di Avezzano ha indagato per omicidio stradale Jarrar Ayoub, che nei giorni scorsi si è visto revocare la misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Secondo l’accusa, prima di schiantarsi frontalmente contro l’auto della vittima, il marocchino 25enne, alla guida di una Mercedes, ubriaco, drogato e con patente sospesa, ha effettuato un sorpasso ad alta velocità in un tratto di strada con striscia continua e in prossimità di un dosso. La prossima udienza del processo contro Ayoub è in calendario per il 10 di marzo. L’imputato sarà giudicato secondo il rito abbreviato condizionato dalla ricostruzione del sinistro, così come richiesto dal difensore, Leonardo Casciere. Richiesta accolta dal giudice del tribunale di Avezzano, Maria Proia.
La super perizia da parte del consulente nominato dalla Procura ha preso il via il 16 novembre scorso con un sopralluogo nella zona del tragico schianto. Il geometra Cristiano Ruggeri avrà 90 giorni di tempo per far luce una volta per tutte sulla reale dinamica dei fatti. In particolare, il perito dovrà valutare la condotta di entrambi gli automobilisti e stabilirne le responsabilità. Una decisione contro la quale si era opposto il legale di Vergari, Lucio Cotturone, che ha sempre parlato di «un impianto accusatorio chiaro contro il marocchino», sottolineando più volte «la totale assenza di una corresponsabilità» da parte della giovane al volante dell’auto. Nel corso dell’ultima udienza, Casciere aveva anche chiesto la revoca o sostituzione della misura cautelare per l’imputato, mentre Cotturone aveva rivendicato che l’accusa sia anche di lesioni stradali gravissime nei confronti del fidanzato di Sara sopravvissuto allo schianto. L’omicidio stradale prevede una pena massima di 18 anni, che per Ayoub scendono a 12 in virtù del rito l’abbreviato, ma che potrebbero essere ridotti fino alla metà in caso la perizia evidenzi una corresponsabilità nel sinistro.
Sulla vicenda intervenne anche l’avvocato Piergiorgio Assumma, presidente dell’Osservatorio nazionale vittime degli omicidi stradali (Onvs), per chiedere che non venissero concesse attenuanti all’automobilista che travolse e uccise Sara Sforza. Nel processo si è costituita parte civile l’Associazione vittime della strada rappresentata dall’avvocato Luisa Cornacchia.
Intanto, la Procura di Campobasso continua a indagare sui 400 messaggi di insulti e minacce sui social rivolti ai giudici e al difensore all’indomani della concessione degli arresti domiciliari al giovane marocchino.
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