Torna lo “struscio” dei Trinitari con il Cristo morto e il Miserere

16 Aprile 2022

La suggestiva rappresentazione ha percorso il centro storico davanti a migliaia di sulmonesi e turisti Appello alla pace in Ucraina del vescovo Fusco e abbraccio dei confratelli alla fine della processione

SULMONA. Un rito e una tradizione che sono parte della storia della città e che per due anni sono rimasti forzatamente chiusi dentro la chiesa della Santissima Trinità. Ieri il “fiume rosso” è tornato a scorrere tra le vie del centro storico per il Venerdì Santo dei sulmonesi e dei tanti turisti giunti in Valle Peligna per assistere alla sacra rappresentazione. Tutti in mascherina, lo ha imposto il sindaco Gianfranco Di Piero su indicazione del prefetto, per cercare di contenere la diffusione del virus. Un piccolo sacrificio accettato di buon cuore pur di tornare a rivivere la solennità e la bellezza di una delle processioni più suggestive della regione. Alle 20 in punto, tutti i 280 partecipanti hanno iniziato lentamente a uscire dalla chiesa: prima i 50 portatori dei lampioni, poi il tronco e infine la il Cristo morto seguito dalla statua dell’Addolorata.
Prima dell’inizio della processione il vescovo Michele Fusco ha recitato una preghiera insieme alle migliaia di fedeli presenti fuori la chiesa e lungo corso Ovidio. «La via della croce è la via dell’amore», ha detto l’alto prelato nella sua breve, ma toccante omelia che ha dato il via al lungo corteo che si è incamminato lentamente “strusciando” le suole delle scarpe sui sampietrini del corso, nel segno di devozione e penitenza verso la passione di Cristo. Grande suggestione ha suscitato il maestoso coro composto da oltre 100 cantori, anche se c’è stata qualche defezione dell’ultimo momento con sei cantori che hanno dovuto rinunciare a partecipare alla sacra rappresentazione perché risultati positivi al Covid proprio alla vigilia della processione. Oltre al vescovo e al sindaco, erano presenti anche la senatrice Gabriella Di Girolamo, il presidente del consiglio comunale Cristiano Gerosolimo e i rappresentanti delle forze dell’ordine, tutti in alta uniforme così come tradizione vuole in occasione delle processioni più importanti. Più breve il tracciato percorso dal corteo che dopo aver imboccato corso Ovidio ha costeggiato l’intero anello della villa comunale, risalendo lungo viale Roosevelt e percorrendo nuovamente corso Ovidio fino a via De Nino prima di scendere verso piazza Garibaldi per passare davanti alla chiesa di San Filippo Neri da dove, domani mattina, uscirà la statua della Madonna per far rivivere l’altra grande tradizione dei sulmonesi: la Madonna che scappa in piazza, che chiuderà i riti della Settimana Santa, quest’anno vissuti nel segno di una ripartenza. Lo ha sottolineato il vescovo Fusco che non ha mancato di ribadire il suo no alla guerra in Ucraina nell’ambito di un accorato appello di pace pronunciato prima del rientro della processione nella chiesa della Santissima Trinità segnato dall’abbraccio dei confratelli trinitari soddisfatti di aver potuto far rivivere alla città una tradizione che è parte integrante della sua storia.
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