Tornano dentro le mura 150 tra negozi e imprese

Anche gli ordini professionali bussano alla Regione per il bando “Fare centro” Il vicepresidente Lolli: «Iniziativa di successo perché frutto di concertazione»
L’AQUILA. L’esercito dei 150. Tanti sono i professionisti e titolari di attività commerciali e artigianali che hanno superato la prova di ammissibilità del bando Fare centro. E che riapriranno i battenti nei centri storici dei comuni colpiti dal sisma del 2009. In 133, una percentuale altissima rispetto al totale delle domande accolte, torneranno all’interno delle mura storiche dell'Aquila entro un anno e mezzo, secondo le scadenze dettate dalla normativa. L’importo medio del finanziamento a fondo perduto, oscilla tra i 50 e i 60mila euro, su una forbice complessiva che va da un minimo di 20mila a un massimo di 200mila euro. Numeri e cifre illustrati dal vicepresidente della Regione Giovanni Lolli e dal direttore dell’ente Vincenzo Rivera, a Palazzo Silone, alla presenza degli altri attori dell’iniziativa, l’ex sindaco Massimo Cialente e i rappresenti delle associazioni di categoria. «Un successo decretato dalla concertazione», il commento di Lolli. «Abbiamo bruciato i tempi, imparagonabili rispetto alla lentezza dell’azione di Invitalia. Tanto è valido questo approccio studiato appositamente per la rivitalizzazione economica dei comuni colpiti dal sisma, che già lo stanno copiando in Emilia Romagna. Per il sisma del Centro Italia stiamo studiando altri capitoli di intervento». Il report riguarda, per il momento, la linea A del bando, dedicata alle attività che già prima del sisma operavano in centro. Entro dicembre terminerà anche l’esame della linea B di finanziamento, riservata all’avvio di nuove iniziative imprenditoriali. Deludenti, invece, i risultati della linea C, per la riqualificazione di viale della Croce Rossa: su 4 domande, ne sono state ammesse due.
QUANTI SOLDI. In cassa c’è un milione di euro immediatamente spendibile, ma la ripartizione delle risorse finanziarie per il biennio 2017-2018 riserva 7 milioni e 200mila euro al rientro in centro di negozi e studi professionali, 3 milioni e 600 mila euro alle nuove attività e un milione e 200mila euro a viale della Croce Rossa. «Un milione di euro», ha spiegato Rivera, «confluirà dalla linea C, dove le due domande accolte assorbiranno poco più di 200mila euro, sulla linea B, la cui dotazione finanziaria salirà a 4 milioni e 600mila euro». L’iter per accedere ai fondi è velocissimo: «Entro venti giorni dalla comunicazione, da parte della Regione», afferma Rivera, «i beneficiari dovranno confermare la volontà di procedere con l’intervento. Potranno, quindi, richiedere un acconto del 40 per cento sul finanziamento totale, che verrà erogato entro tre mesi».
CHI SONO. Delle 235 domande presentate per il rientro delle attività in centro storico, 150 sono risultate idonee: 35 i progetti già conclusi, 38 le riaperture in corso e 77 ancora da avviare. Quattro le richieste idonee con riserva, tra cui figura quella dell’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo. Trentaquattro le escluse perché incomplete nella documentazione o nelle dichiarazioni richieste a pena di inammissibilità. «Abbiamo avuto anche 47 domande multiple, che pertanto non sono state istruite», ha specificato Lolli.
PER CATEGORIE. Analizzando le tabelle merceologiche di riferimento delle 150 richieste ammesse a finanziamento, 50 sono inerenti a studi professionali, 28 a bar, ristoranti e gelaterie, 25 al commercio al dettaglio, 17 alle attività di servizi, 7 alle attività per la cura della persona, 7 a professionisti, 5 a imprese edili, 4 ad attività alberghiere, 3 ad associazioni di categoria (Confcommercio, Cna e Camera del Lavoro), tre ad ambulanti, due ad attività di servizi al credito, due ad attività assicurative, due a Ordini professionali, commercialisti e avvocati, e due ad attività produttive artigiane.
ALTRI COMUNI. Gli altri centri coinvolti, che beneficeranno delle risorse del bando seppure in misura minima rispetto al totale delle domande, sono Popoli (5 richieste finanziate), Colledara (2), Navelli (2), Montorio al Vomano (1), Ovindoli (1), Penna Sant’Andrea (1), Rocca di Cambio (1), Scoppito (1), Barisciano (1), Castel del Monte (1), Bussi sul Tirino (1).
«GRANDE SUCCESSO». Esulta il vicepresidente della Regione Giovanni Lolli. «“Fare Centro” è stata un’iniziativa di successo. I fondi disponibili consentono lo scorrimento della graduatoria. Continueremo a finanziarlo con un percorso di concertazione, la vera formula vincente».
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