Tornati alla luce i tesori di due chiese

Alla rassegna di riqualificazione urbana prima giornata di visite a Santa Maria dei Raccomandati e a San Silvestro
L’AQUILA. Prima del terremoto, Santa Maria della Misericordia era conosciuta soprattutto per le messe tridentine e per il fatto che spesso ospitava pregevoli concerti di musica classica, in memoria, forse, dell’epoca in cui faceva parte di un Conservatorio per bambine orfane.
Eppure, questa piccola chiesa che affaccia su una piazzetta semi nascosta situata nel dedalo di vicoli compreso tra via Garibaldi e viale Duca degli Abruzzi, ha una storia unica alle spalle. Non solo venne costruita con una velocità inaudita, in appena tre anni, dal 1528 al 1531, e non per volontà di qualche ricco committente ma da povera gente, che contribuì, a proprie spese, alla sua edificazione; ma rappresenta anche, come scrisse la direzione regionale dei Beni culturali nella scheda della valutazione del danno sismico, «un punto focale per lo sviluppo urbanistico del settore settentrionale dell’Aquila». Proprio grazie alla direzione – divenuta, nel frattempo, Segretariato regionale – e a Officina L’Aquila, la rassegna internazionale di riqualificazione urbana in programma in questi giorni all’Auditorium del Parco, Santa Maria della Misericordia è stata riaperta al pubblico. Fino a domani, approfittando delle visite guidate organizzate all’interno della rassegna, sarà possibile, previa prenotazione, visitarla e ammirare i magnifici affreschi cinquecenteschi tornati alla luce, quasi per caso, durante i lavori di recupero.
«La chiesa», spiega la storica dell’arte Biancamaria Colasacco, «faceva parte di un luogo di ricovero per bambini indigenti e abbandonati. L’impianto è a mono aula, con due cappelle laterali e tre absidali. Nel Settecento il suo volto cambiò completamente e gli affreschi cinquecenteschi vennero coperti dalle nuove decorazioni barocche, senza però essere distrutti. Oggi possiamo apprezzarli in tutta la loro qualità ed estensione e nel loro eccezionale grado di conservazione. Ora», afferma la Colasacco, «si apre una nuova fase, nella quale bisognerà far convivere queste scoperte con la struttura settecentesca. Spero che, proprio in virtù di questa commistione tra Cinquecento e Barocco, Santa Maria della Misericordia possa tornare a essere frequentata, anche come oggetto di studio dell’arte del Cinquecento, che all’Aquila i terremoti hanno purtroppo in buona parte cancellato». I primi due lotti dei lavori di consolidamento dell'edificio sono stati ultimati. Prima di riaprire la chiesa al culto, tuttavia, andrà completato il restauro interno, che fa parte di un terzo lotto ancora in attesa di finanziamento. L'importo totale dell'intervento è di un milione e 200 mila euro.
Sempre su iniziativa del Segretariato regionale e di Officina L'Aquila, sarà possibile visitare, fino a domani, anche il cantiere di San Silvestro, una delle chiese più care agli aquilani, che custodisce, al suo interno, gli affreschi del maestro di Beffi e la cappella Branconio, su cui lavorò, molto probabilmente, Raffaello. I lavori, costati 6 milioni e 700 mila euro e andati avanti a rilento a causa di un contenzioso tra ditte, sono quasi terminati. La riapertura è prevista entro Natale. Oltre al recupero degli elementi storico-artistici, l'intervento ha consentito anche il consolidamento della struttura, gravemente danneggiata dal terremoto.
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