Tornimparte, turisti costretti a convivere con case pericolanti

23 Luglio 2020

La denuncia di Stefania Maltempi e del marito Raffaele «Veniamo da Roma e la situazione è peggiorata dal sisma»

TORNIMPARTE. Incuria e degrado nelle strade di Rocca Santo Stefano, una delle storiche frazioni di Tornimparte. A denunciare lo stato delle cose è una coppia di romani, titolare di una seconda casa in via Sapporto. Una struttura acquistata anni fa e rimessa in sesto per trascorrere le vacanze.
Ogni estate, Raffaele Bianchi e Stefania Maltempi lasciano la capitale per qualche settimana e si trasferiscono qui. «Furono i miei suoceri a innamorarsi della vista che si gode da queste parti», spiega la signora Maltempi, «così decisero di investire sulla riqualificazione di questa abitazione che ora utilizziamo volentieri». Neanche il terremoto del 2009 ha fermato questa tradizione di famiglia. «La nostra abitazione non ha subìto danni particolari», sottolinea. «Certo è che le condizioni della strada, dove sussistono varie abitazioni pericolanti, sono progressivamente peggiorate. Una situazione che abbiamo invano segnalato al primo cittadino di Tornimparte, ottenendo solo un interessamento a parole». Erbacce e pareti diroccate fanno da sfondo alla via. Alcune case sono transennate, con infissi in bilico sul passaggio. «Ci dispiace constatare che la situazione peggiora di anno in anno», prosegue la signora Maltempi. «Tanto più che torniamo in paese con figli e nipoti. Siamo così costretti a sorvegliare sempre i bambini per proteggerli da situazioni a rischio. Oltretutto, ci chiediamo cosa fare nel caso di una scossa di terremoto».
La frazione si trova in una posizione piuttosto ottimale: non troppo distante dalla Statale e nei pressi del poliambulatorio distrettuale del paese, nell'area che ospitava un tempo l'ufficio delle Poste. Appena fuori dal piccolo borgo – a due passi anche da Colle Marino e Forcelle – sorge l'antica chiesa di Santo Stefano, una vera e propria meraviglia. Non si conosce con precisione la data della sua costruzione, che è comunque anteriore al 1178, dato che in quell'anno veniva menzionata nella bolla di Papa Alessandro III al vescovo di Forcona (l'attuale Bagno). È stata restaurata, anche dai danni subìti dal terremoto del 1985, e inaugurata nel 2011.
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