Torre civica, iniziano le verifiche Così riaprirà palazzo Margherita

Un esperto valuterà «l’efficacia delle opere di messa in sicurezza». Ultimo atto per il ritorno del Comune Concluso il trasferimento di gran parte degli arredi e delle attrezzature all’interno dello storico edificio
L’AQUILA. Dopo la lunga serie di rinvii e mancate promesse, la riapertura di palazzo Margherita, storica sede del Comune, è più vicina. Nei giorni scorsi, con una determina dirigenziale, è stata affidata la verifica dell’efficacia delle opere provvisionali di messa in sicurezza della torre civica. «Si tratta dell’ultimo passaggio prima di poter riaprire i battenti del palazzo» come spiega il vicesindaco Raffaele Daniele, che tuttavia sulla data dell’inaugurazione non si sbilancia. D’altra parte, dopo gli annunci, i proclami, le pseudo inaugurazioni e i continui slittamenti, adesso la cautela sembra d’obbligo.
I LAVORI
Partiti nel 2017, i lavori sarebbero dovuti terminare due anni dopo, ma l’inaugurazione, inizialmente prevista nel 2019, è slittata più volte per imprevisti tecnici e burocratici, prima al 2021, poi al 2022. L’intervento è stato eseguito dal raggruppamento temporaneo di imprese composto dall’aquilana Digimastri e dalle campane Samoa e Sepe e finanziata in parte con fondi pubblici, in parte dal Credito cooperativo italiano. L’ultima data stabilita per la riapertura, seppur mai ufficializzata, era quella del 5 luglio scorso, in occasione della ricorrenza della nascita di Margherita d’Austria, a cui deve il nome il palazzo. Pochi giorni prima, tuttavia, l’inaugurazione è saltata per l’ennesima volta: quattro stanze per ciascun piano erano state chiuse perché inagibili. Anche l’impianto elettrico doveva essere rivisto e le prese spostate, per un totale di 60mila euro di lavori. Il nuovo intervento, è ormai concluso, secondo quanto riportato o nella determina: «A oggi possono definirsi conclusi i lavori di consolidamento e recupero di palazzo Margherita, a piazza Palazzo, a eccezione della torre civica; è intenzione dell’amministrazione tornare a utilizzare la sede istituzionale del Comune».
LA TORRE
Uno dei nodi più difficili da sciogliere, prima della riapertura del palazzo, era proprio quello della sovrastante torre civica, che ancora non è stata oggetto di lavori di ristrutturazione, ma solo di una messa in sicurezza. La giunta comunale, nel 2021, ha approvato una variante da 4 milioni di euro al progetto di ristrutturazione del palazzo (11,7 milioni di euro) per stralciare l’intervento sulla torre e mandare avanti i lavori dello stabile. Una scelta necessaria, anche in considerazione delle difficoltà incontrate durante la ristrutturazione. Adesso «ai fini dell’utilizzo di palazzo Margherita, sede storica del Comune dell’Aquila, è necessario effettuare la verifica dell’efficacia delle opere provvisionali di messa in sicurezza della torre civica e pertanto si rileva la necessità di affidamento di tale incarico» si spiega nel documento con cui si procede all’affidamento diretto del servizio verifica all’ingegnere Davide Porrelli di San Demetrio ne’ Vestini per un totale di circa 30mila euro.
La verifica, inoltre è propedeutica all’avvio dei lavori di ristrutturazione della stessa torre, che cominceranno a breve. «Una parte di palazzo Margherita è stata isolata per permettere queste opere di restauro» spiega il vicesindaco «i lavori potranno svolgersi senza problemi anche una volta riaperto il palazzo».
APERTURA PIÙ VICINA
L’amministrazione è al lavoro per l’inaugurazione ufficiale. Manca ancora qualche aspetto tecnico da definire, mentre è praticamente concluso il trasferimento di gran parte degli arredi e delle attrezzature all’interno dell’edificio, che a regime ospiterà circa 300 dipendenti e gli uffici di rappresentanza del Comune. Ad agosto il Corteo storico della Bolla del Perdono aveva preso il via da piazza Palazzo e al rientro il sindaco Pierluigi Biondi si era affacciato da una delle finestre dello storico edificio. Al primo e al secondo piano, oltre alla sala consiliare troveranno posto l’ufficio del sindaco, le sale delle commissioni consiliari e tutti gli uffici attualmente dislocati a palazzo Fibbioni e parte di quelli della sede di Villa Gioia.
800 ANNI DI STORIA
Edificato nel XIII secolo come Regia Curia del Capitano, il palazzo fu profondamente restaurato nel 1500 per divenire residenza della governatrice Margherita d'Austria, a cui deve il suo nome. A lato di palazzo Margherita, formando con quest'ultimo un unico complesso, si staglia la torre civica che rappresenta l’ultimo elemento superstite del trecentesco palazzo del Capitano.
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