Traballa la maggioranza Di Piero Proietti saluta, va all’opposizione

2 Aprile 2023

Il consigliere: «Era una coalizione civica, ora troppo a sinistra». La moglie Di Rienzo resta col sindaco La minoranza: «Una scelta di dignità, ormai chiara incapacità di programmare un futuro per la città»

SULMONA. «Non è più il progetto in cui credevo». Con queste parole Maurizio Proietti, consigliere del gruppo “Sulmona libera e forte”, esce dalla maggioranza e va a sedersi tra i banchi dell’opposizione. Un colpo di scena che fa traballare la maggioranza dove invece è rimasta la moglie Caterina Di Rienzo (per ora). Un sentore che le cose non andassero al meglio si era avvertito nelle ultime settimane, quando proprio dal gruppo legato al sindaco, Gianfranco Di Piero, era partita la richiesta di una verifica di maggioranza. Un bilancio di ciò che era stato fatto e al tempo stesso un equilibrio tra i gruppi avviato ma non concluso. Poi il consiglio comunale. Nella seduta di venerdì è venuto meno il numero legale, con Jacopo Lupi (M5S) assente per malattia e Proietti e Di Rienzo non presenti per un problema di salute di quest’ultima. L’opposizione aveva subito alzato il tiro chiedendo a Di Piero di prendere posizione sulla crisi della sua maggioranza. Ieri si è svolta l’assise civica ma Proietti non si è presentato. Il numero dei consiglieri presenti, trattandosi della seconda convocazione, è stato sufficiente per lo svolgimento dei lavori durante i quali è stata approvata anche la convenzione per la gestione associata dell’ufficio del segretario generale. A poco meno di due ore dalla fine della seduta Proietti ha annunciato la sua uscita dalla maggioranza invocando la «coerenza» che non ha trovato tra i banchi di palazzo San Francesco. «Ho partecipato alla coalizione perché era trasversale e civica, ma poi è andata troppo verso sinistra», ha spiegato Proietti, «io non ho mai avuto tessere di partito in tasca, fatta eccezione forse per una dell’Udc ma risale alla mia gioventù, quindi non vedo perché devo essere identificato con un'area politica in cui non mi riconosco tra l’altro». Proietti ha lamentato il fatto di «essere stato messo da parte» nonostante sia stato il più votato della coalizione. Il mancato coinvolgimento ha pesato molto sulla sua posizione tanto da portarlo a prendere le distanze da Di Piero e i suoi. «Non è più il progetto in cui credevo», ha continuato, «la città si lamenta, c'è troppo immobilismo e io non sono abituato a tutto questo. Non mi interessava una posizione, ho anche lasciato il consiglio provinciale, ma almeno credevo che mi venisse riconosciuto quello che io avevo portato alla coalizione». Il consigliere ha criticato il sindaco Di Piero per non aver preso parte al comitato ristretto dei sindaci sulle emergenze sanitarie e di non aver delegato nessuno dei tre medici presenti in amministrazione. Sul suo futuro politico, Proietti non ha ancora le idee chiare: «Sto dialogando con tutti, non ho deciso ancora se andare con l'uno o con l'altro», ha precisato, «sono un moderato e tale resterò. Voglio stare dalla parte di chi lavora per la città, questo è quello che mi è sempre interessato». «La coraggiosa scelta di Proietti», scrive in una nota la minoranza, «prima che politica è una scelta di dignità di uno stimatissimo professionista resosi conto della deriva di una amministrazione sempre più in stile Don Abbondio, incapace di programmare un futuro per questo territorio e soprattutto incapace di difendere i presidi più importanti della città».
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