Traffico deviato dall’A24: disagi alla strettoia di Sassa

16 Novembre 2022

Camion intasano la strada all’interno dell’abitato, danni ai balconi delle case I residenti: «I semafori non risolvono: serve il divieto di transito ai mezzi pesanti»

L’AQUILA. «Adesso basta. Vivere vicino alla strettoia di Sassa è diventato impossibile». Lo raccontano i residenti che abitano nelle vicinanze della stretta strada che passa all’interno dell’abitato di Sassa, percorsa ogni giorno da centinaia di automezzi e in attesa da decenni di una soluzione.
cosa succede
Da alcune settimane il Comune ha attivato i semafori, una quindicina, per regolare il traffico nella strettoia e nelle stradine che vi convergono, mentre da alcuni anni si parla di una variante in grado di deviare il traffico verso l’esterno del paese. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la chiusura per lavori del casello dell’Aquila Ovest e la conseguente deviazione del traffico autostradale in entrata e uscita dalla conca aquilana sulla viabilità ordinaria e, sfortunatamente, proprio verso Sassa e la sua strettoia. «Sembrava un terremoto», racconta Stefano Frezza, che ha la ventura di abitare proprio su via del Rio, e a cui un camion l’altra notte ha portato via un pezzo di balcone. «Siamo andati a fare la denuncia, ma così è impossibile andare avanti». Sul muro a destra e sinistra, infatti, Frezza mostra i segni del passaggio dei mezzi pesanti, che hanno divelto balconi arrivando ad altezze considerevoli. «A un certo punto, dalla mia finestra al secondo piano, ho visto passare delle macchine che viaggiavano caricate su una bisarca. Pensavo di sognare». Il problema è che, scendendo da Tornimparte, la vecchia segnaletica stradale, per raggiungere L’Aquila e il casello autostradale, invita gli automobilisti, e quindi anche i camionisti, a proseguire dritti verso Sassa. I semafori che il Comune ha finito di montare al momento sono ancora spenti, «ma non sono sicuro che risolveranno il problema», racconta Quirino Crosta, del circolo Pd di Sassa, nella veste di residente. «Hanno messo una quindicina di semafori che dovrebbero regolare il traffico. La nostra preoccupazione è che se un automobilista che arriva trova il verde, potrebbe essere invogliato ad accelerare, rendendo la situazione più pericolosa di quanto non lo sia già». «Questa era una strada romana, ci sono le pietre a testimoniarlo», rivela Crosta, «e, a suo tempo, avevamo inviato alcune proposte di sistemazione che tenevano conto delle peculiarità del territorio e sarebbe stato possibile esportare anche in altre situazioni simili. Il Comune ha fatto scelte diverse, speriamo che possano funzionare. E anche la variante, dalle carte che ci è stato dato di vedere, ha una carreggiata ridotta e non ha marciapiedi, e ci ha lasciato qualche perplessità». «Il problema dev’essere affrontato subito», interviene Stefano Frezza, «con un divieto di transito ben visibile riservato ai mezzi pesanti, da mettere a Ponte San Giovanni scendendo da Tornimparte e, dall’altra parte, prima che i camion che salgono dall’Aquila arrivino a Sassa e alla strettoia. Il problema resterebbe», spiega Frezza, «ma col passaggio delle sole auto sarebbe quantomeno più gestibile».
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