Traffico di droga, rinviati a giudizio in 14
Le indagini su un vasto giro di sostanze stupefacenti erano partite nel 2015. Prima udienza a febbraio
SULMONA. Erano finiti al centro di una maxi inchiesta dei carabinieri su un vasto giro di sostanze stupefacenti che dalla Valle Peligna venivano smistate nel mercato locale e verso la costa adriatica. Ieri per tutte le persone coinvolte, è arrivato il rinvio a giudizio. A finire sotto processo sono: Massimiliano Le Donne, (ricercato per altra vicenda giudiziaria e tuttora latitante), Sentiliano Hallulli, Domenico Elezi, Giovanni Gigante, Eduardo Bighencomer, Andrea La Civita, Francesco Tirimacco, Eraldo Goga, Lorenzo Saraceno, Salvatore Moreci, Umberto Di Pillo, Angela Di Pillo, Fabio Santavenere e Alessio Esposito. Per altri quattro imputati, G.P., M.P., Z.E, e O.P., il giudice aveva già accordato in precedenza la messa alla prova, così come richiesto dall’avvocato Alessandro Margiotta. Mentre un altro giovane, Massimiliano Palombizio, ha già patteggiato la pena di un anno di reclusione. Agli imputati vengono contestati a vario titolo i reati di traffico illecito di ingenti quantità di sostanze stupefacenti in concorso e tentata estorsione per due di loro. Reati commessi principalmente in Valle Peligna, in modo particolare tra Sulmona, Raiano e Pratola. Nel corso dell’operazione dei carabinieri, denominata “La Fenice” e coordinata dal sostituto procuratore Stefano Iafolla, sono stati sequestrati un chilo e 200 grammi di marijuana, 74mila euro in contanti, un disturbatore di frequenze e un “pugno di ferro” utilizzato probabilmente per le tentate estorsioni, quando alcuni degli imputati che si occupavano delle riscossioni, si recavano dai “morosi”, per farsi consegnare il denaro per la droga che avevano precedentemente acquistato. L’avvio delle indagini risale al 2015 ed è culminata con gli 8 arresti nel gennaio del 2017. Intercettazioni telefoniche e pedinamenti sono stati messi in atto dai carabinieri per arrivare ad individuare i presunti promotori del traffico di stupefacenti. Nella scorsa udienza preliminare il gup aveva rigettato l’istanza degli avvocati difensori, sostenendo che le intercettazioni effettuate dai carabinieri della compagnia di Sulmona, che si occuparono del caso, non sarebbero utilizzabili a fini di prova. La prima udienza del processo è stata fissata al 14 febbraio del prossimo anno. (c.l.)
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