Trasacco, si tuffano nel canale e salvano un immigrato clandestino

5 Marzo 2017

Due carabinieri riportano a riva il 32enne marocchino e gli praticano un massaggio cardiaco. Tentava la fuga in acqua

TRASACCO. Sfidano le fredde acque e la melma di un canale per salvare un clandestino di 32 anni. Il giovane ha rischiato di annegare e deve la vita agli appuntati Roberto Flati e Antonio Crescenzi, carabinieri in servizio nella caserma di Trasacco. L’altra sera verso le 19, all’incrocio di Strada 37 del Fucino, i militari erano impegnati in un servizio per arginare il fenomeno dello spaccio di droga. Quando M.T., di origine marocchina e senza un regolare permesso di soggiorno, ha visto arrivare gli uomini dell’Arma si è lanciato nel canale, forse temendo un controllo. «Il giovane è stato subito inghiottito dall’acqua e dalla melma», hanno raccontato alcuni automobilisti testimoni dell’accaduto, «i due militari si sono buttati nel canale con tutta la divisa».

Le operazioni di soccorso non sono state agevoli, soprattutto perché in questo periodo il corso d’acqua ha una profondità di oltre un metro e il fondo è particolarmente insidioso. Dopo un paio di minuti i due coraggiosi carabinieri sono riusciti a trascinare a riva l’immigrato.

Il 32enne aveva perso i sensi ed è stato sottoposto a un massaggio cardiaco. Sul posto, nel frattempo, è arrivata un’ambulanza del 118. I soccorritori hanno portato in ospedale sia il marocchino clandestino che i due carabinieri. «Se i militari non avessero fatto il massaggio cardiaco il giovane sarebbe morto», hanno precisato i medici del pronto soccorso di Avezzano. Dopo alcune ore M.T. è stato dimesso. Così come i due carabinieri. Con i militari si sono complimentati il comandante della stazione di Trasacco, il luogotenente Armando Croce, e il capitano della compagnia di Avezzano, Enrico Valeri. Per l’immigrato sono scattate le procedure per la segnalazione all’Ufficio immigrazione della questura.

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