Trasloco dal Piano Case: ancora no dai cittadini

4 Settembre 2021

L’AQUILA. «Lasciateci vivere con dignità». Così scrive, in una lettera aperta indirizzata al sindaco Pierluigi Biondi e all’assessore Vito Colonna, un cittadino aquilano attualmente residente in uno...

L’AQUILA. «Lasciateci vivere con dignità».
Così scrive, in una lettera aperta indirizzata al sindaco Pierluigi Biondi e all’assessore Vito Colonna, un cittadino aquilano attualmente residente in uno degli appartamenti del Progetto Case di Sassa Nsi, a seguito delle ultime vicende legate all’imminente trasferimento degli assegnatari degli alloggi per fare posto alla realizzazione della scuola nazionale dei vigili del fuoco che deve insediarsi in città.
Una questione, quella del trasloco dei cittadini in altri alloggi, al centro del dibattito politico degli ultimi giorni segnato da assemblee dei cittadini e da una serie di botta e risposta.
«Chi le scrive», si legge nella lettera di Carlo Izzi, «è un suo concittadino, uno dei tanti che puntualmente si reca a votare sperando di non cadere dalla padella alla brace. Purtroppo i fatti, spesso, non corrispondono alle speranze...». Secondo il cittadino, « con una penna in mano che firma scelte inadeguate, spostando le persone come fossero pedine su una scacchiera, si possono fare danni. Il 4 novembre 2009 (con la mia abitazione passata magicamente da E ad A), sono rientrato nella casa di via dei Verzieri a Preturo. Il 23 dicembre il suo predecessore firmò un’ordinanza di sgombero per rischio di collasso senza preavviso.... fui trasferito alla caserma Campomizzi...per poche settimane, dicevano. Sono stato un anno e mezzo in una stanza con mia madre. Poi le scelte politiche hanno “offerto” la caserma all’Università...e il sottoscritto spostato alla scuola della Guardia di Finanza. Ma all’albergo Pisa eravamo in pochi. Dopo un mese trasferito al Sassari. Neanche un mese dopo, in piena nevicata, trasloco in via di Sfrizzoli, fondo immobiliare. Arredamento nuovo acquistato a mie spese, puntualmente perso un anno e mezzo dopo perché l’amministrazione mi ha dato quel Progetto Case tanto agognato e ammobiliato che però non mi spettava avendo la casa classificata A».
«Ora», scrive il cittadino, che indirizza la missiva anche all’assessore Vito Colonna, «si prosegue l’opera di devastazione mentale nata col terremoto. Ma io, sindaco, sono stanco. Mia madre è stanca a 74 anni. Noi viviamo notti insonni. Non sapete neanche chi spostate...». Il cittadino invita gli amministratori comunali a un’ulteriore riflessione per scongiurare i trasferimenti contestati. «Non vogliamo essere trattati come cittadini di serie B», si conclude la lettera. «Lasciateci vivere con dignità».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.