Tre anni fa l’addio a Pace carabiniere vittima del sisma

L’AQUILA. Il 24 agosto 2016, vittima del sisma di Amatrice, si spegneva il maresciallo dei carabinieri Giampaolo Pace. La cugina Lorella gli ha dedicato un pensiero: «Vorresti pensare al futuro, ma...
L’AQUILA. Il 24 agosto 2016, vittima del sisma di Amatrice, si spegneva il maresciallo dei carabinieri Giampaolo Pace. La cugina Lorella gli ha dedicato un pensiero: «Vorresti pensare al futuro, ma quando ti accorgi che il futuro non c’è ti ritrovi a pensare al passato... A quel passato che, quando era presente, vivevi con superficialità poiché tanto sapevi che ci sarebbero stati altri giorni, avresti avuto tempo per dire le cose non dette, per fare le cose non fatte, per chiedere “scusa”, per dire “mi dispiace”, per dire “ti voglio bene”. Ma un giorno ti alzi e capisci che non hai più tempo e ti auguri che quella persona sappia lo stesso che tu gli vuoi bene, che conosca le tue scuse e i tuoi “mi dispiace”. E iniziano i ricordi. Il tempo passato insieme, le cose fatte, le risate, il capirsi con un gesto e alla fine ritrovarsi a dire le stesse cose. I ricordi tornano come se fossero il presente, sentire a volte la tua voce. Fare qualcosa e sapere quel che tu avresti detto o fatto e ritrovarmi a sorridere. Non pensare mai che tu non ci sei ma avere la consapevolezza che, sotto forma diversa, sei là che mi sorridi, mi parli, tentenni la testa e sospiri. Il passato non sarà mai passato se colui con cui lo hai vissuto vive ancora nel tuo presente. Ed è per questo che una parola, un gesto, un intercalare, una macchina, una moto, un tagliapatate (che non ho fatto in tempo a darti), una bandana, un casco mi diranno sempre che tu sei qui. Ti voglio bene Giampà».

