Tre assessori nel mirino, ipotesi rimpasto

23 Marzo 2018

Gli alleati di Biondi mettono in discussione D’Eramo, Di Cosimo e Petrella. Il sindaco: non mi risulta

L'AQUILA. Tre assessori nel mirino. Tre poltrone che traballano, con il sindaco, Pierluigi Biondi, che fatica a tenere serrate le fila. All'interno della maggioranza di centrodestra si fatica a trovare l'accordo sulla guida delle aziende partecipate, con i partiti che scalpitano per ottenere la presidenza. Ma non è il solo problema che Biondi si trova ad affrontare in questi giorni, legate a una ventilata ipotesi di rimpasto di giunta, dopo le polemiche che hanno investito tre assessori: Luigi D'Eramo, neo eletto alla Camera, che mercoledì scorso è stato investito della carica dal prefetto dell'Aquila, Giuseppe Linardi; Sabrina Di Cosimo, finita nell'occhio del ciclone per l'affidamento diretto di alcune manifestazioni, per un importo complessivo di 20mila euro, all'associazione L'Aquila Young, di cui è titolare il nipote dell'ex sindaco, Biagio Tempesta; e Monica Petrella, tacciata di assenteismo e scarsa partecipazione alla vita politica cittadina. Una bella grana per il sindaco Biondi, che sta tentando di arginare i malumori, almeno fino alle prossime regionali.
«Il rimpasto di giunta non è all'ordine del giorno: nessuno me lo ha chiesto e non ne vedo il motivo», afferma Biondi, gettando acqua sul fuoco, «la giunta sta lavorando bene. Non ho avuto sentore di malumori interni alla maggioranza». Affermazioni che cozzano con le voci, sempre più insistenti, di un possibile turnover, a partire proprio da D'Eramo, che detiene due deleghe pesanti, Urbanistica e Pianificazione edilizia, e che potrebbe lasciare il posto a Daniele Ferella, capogruppo della Lega. «D'Eramo non è in discussione, almeno fino a quando riuscirà a mantenere la qualità del lavoro svolto», assicura Biondi. Più vago il commento su Di Cosimo e Petrella: «Non mi pare ci siano illegittimità nell'affidamento diretto di alcune manifestazioni. Quanto al mancato pagamento delle associazioni culturali che hanno lavorato nel 2017, il problema non è stato ancora posto alla mia attenzione». E lo scottante tema della latitanza dell'assessore Petrella dagli scranni comunali: «Ora non ho i dati sulle presenze», dice Biondi, «ma la partecipazione degli assessori ai consigli comunali è facoltativa: è obbligatoria quando ci sono delibere che li riguardano».(m.p.)
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