Tre colpi di pistola contro un negozio

6 Gennaio 2023

Nel mirino, per gli investigatori, il giovane che lavora nel locale di famiglia: 3 settimane fa, gli era stata bruciata l’auto

SULMONA. Colpi di pistola sono stati esplosi nella notte: due almeno, forse tre, di cui uno solo è andato a segno perforando la porta in vetro di un negozio di via Papa Giovanni XXIII, a poche decine di metri dal tribunale di Sulmona. Un altro inquietante episodio che si aggiunge all’auto, una Mercedes nera, che è stata incendiata in via Avezzano, il 15 dicembre scorso, e che fa innalzare ulteriormente il livello di tensione in città. Vittima e destinatario di quello che viene considerato dagli inquirenti un vero e proprio avvertimento è un giovane 30enne di Sulmona, Lorenzo Pacifico, attualmente agli arresti domiciliari a seguito di un provvedimento cautelare emesso dal tribunale di Pescara. Il locale è di proprietà della famiglia. L’auto bruciata apparteneva a lei. Il giovane era stato arrestato dalla Guardia di finanza di Sulmona, in flagranza di reato con altri due complici, Mattia Buccilli e Fabio Di Iorio, anche loro di Sulmona, nel corso della tentata rapina a un corriere della droga, arrestato anche lui, a Bussi sul Tirino. Pacifico è stato protagonista di due avvertimenti in rapida successione.
IL NEGOZIO PRESO DI MIRA
Si tratta di un’attività che produce e vende pasta all’uovo. È di proprietà della famiglia di Pacifico, il quale proprio grazie al negozio, tutti i giorni, pur trovandosi agli arresti domiciliari, può uscire di casa per andare a lavorare con la madre. Secondo le testimonianze di alcuni residenti che hanno sentito distintamente l’esplosione dei colpi, sono stati almeno tre i proiettili sparati. Probabilmente da un’auto in corsa, in una zona scarsamente illuminata e sprovvista di telecamere del circuito di sorveglianza. Sulla vicenda stanno indagando i carabinieri della compagnia di Sulmona: stanno svolgendo le verifiche balistiche sui bossoli e i proiettili ritrovati all’interno e nelle vicinanze del negozio, per risalire al tipo di arma dalla quale sono stati esplosi.
I COLLEGAMENTI
Una vicenda, secondo gli investigatori, che potrebbe essere collegata con l’arresto in Spagna di Massimiliano Le Donne, l’altro giovane sulmonese considerato il capo dell’organizzazione dedita da anni allo spaccio di droga in città e nel comprensorio, e l’arresto dei due romani (uno dei quali condannato nel processo con rito direttissimo a quattro anni di carcere), sorpresi a dicembre dalla Guardia di Finanza in possesso di due etti di cocaina. I due, Gianfranco Leto di 61 anni e di Michele Binetti, 57 anni, sono stati bloccati nelle vicinanze di via Avezzano, poco prima della consegna della droga. L’altro episodio, come detto, riguarda l’arresto in Spagna di quello che è considerato dagli inquirenti il capo dell’organizzazione criminale dedita da anni allo spaccio di sostanze stupefacenti in città, nel comprensorio peligno, Massimiliano Le Donne. Il giovane, anche lui di Sulmona, era latitante dal 2019, quando si rese irreperibile dopo il blitz della Finanza in un garage della città, che portò al recupero di 14 chili di hascisc e di un chilo e mezzo di cocaina. Il giovane sarebbe stato rintracciato proprio grazie alle indicazioni di alcuni “amici” con i quali Le Donne aveva continuato a sentirsi anche durante il periodo di latitanza .
LE INCHIESTE
Lorenzo Pacifico è da anni coinvolto in numerose indagini sullo spaccio di droga, ma finora sempre uscito assolto. Come in quella denominata “Piccolo Colosseo”, che ha visto sotto processo a vario titolo 24 giovani tra Sulmona e il circondario, molti dei quali sono stati condannati a parecchi anni di carcere. L’altra inchiesta, sicuramente più complicata che vede coinvolto Pacifico, è la tentata rapina di Bussi sul Tirino, quando insieme a Mattia Buccilli e Fabio Di Iorio tentò di mettere in atto un’improbabile truffa per impossessarsi di 16 chili di droga in cambio di una valigetta contenente carta straccia. Un blitz finito male perché i tre sulmonesi più il corriere della droga, originario di Guidonia, vicino a Roma, come Leto, furono arrestati dalle Fiamme gialle al termine di un rocambolesco inseguimento proprio al centro del paese. Il processo che vede tutti imputati a vario titolo per tentata rapina e altri reati legati è iniziato l’altro giorno davanti al tribunale di Pescara, subito rinviato per legittimo impedimento proprio di Lorenzo Pacifico che si trova agli arresti domiciliari.
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