Tre incendi davanti alla casa di Cioni

3 Settembre 2017

Il direttore di Confcommercio preoccupato: «Forse ritorsioni per aver ipotizzato regie mafiose sugli ultimi roghi»

L’AQUILA. Un avvertimento di stampo malavitoso al direttore regionale di Confcommercio, Celso Cioni? O l’ennesimo grave attacco incendiario in città? Due interrogativi sui quali poggiano, al momento, le principali ipotesi investigative della polizia dopo che, nelle prime ore di ieri, si sono susseguiti, in rapida successione, tre incendi dolosi in città: in zona Acquasanta, via Vasche del vento e a Colle Sapone.
Nei punti presi di mira dagli attentatori, per stroncare le fiamme sul nascere, si sono portati in forze i vigili del fuoco con una decina di mezzi e una trentina di unità, mentre gli agenti della Volante hanno perlustrato la zona sperando di poter cogliere sul fatto i responsabili. Che si tratti di incendi dolosi non vi è dubbio visto che ieri mattina la temperatura era bassa ed è impossibile ipotizzare l’autocombustione. Gli investigatori stanno raccogliendo gli indizi che poi porteranno all’attenzione dell’autorità giudiziaria e sembra certo che gli incendiari fossero più di uno. Comunque, prima di arrivare a una conclusione, bisognerà attendere gli esiti delle perizie dei vigili del fuoco.
Ma se in occasione del pur devastante incendio di Aragno, la principale sospettata è una donna con problemi psichici, qui il quadro sembra più allarmante visto che non è fuori luogo parlare di un atto deliberato su più siti.
Cioni, presunto obiettivo di almeno uno degli attacchi incendiari, non nasconde di essere impaurito e spiega le sue ragioni. «La notte scorsa non ero all'Aquila. Ad avvertirmi di quanto accaduto è stato Angelo Liberati, presidente della Fida-Confcommercio, che abita a due passi da casa mia. Ma non nascondo la mia preoccupazione», afferma Cioni, il quale precisa che «le fiamme si sono sviluppate in tre punti, via Colle Sapone, via Vasche del Vento e vicino alla Cona, che formano un triangolo all'interno del quale si trova la palazzina dove abito».
Nella stessa zona risiedono altri due dirigente della Confcommercio dell'Aquila: Angelo Liberati e Giovanni Gambacurta. «È quanto meno singolare», evidenzia Cioni, «che le fiamme siano state appiccate a due giorni dall'uscita del comunicato stampa della Confcommercio, in cui ho evidenziato la correlazione tra gli ultimi incendi in Abruzzo e un disegno criminoso, con una regia malavitosa e tecnicamente preparata, invitando i cittadini a superare l'omertà, terreno culturale delle mafie. Mi auguro che si tratti di una malaugurata coincidenza», ha concluso Cioni, «ma la tempistica dei fatti mi fa sorgere più di un sospetto».
Tra i primi ad accorgersi che qualcosa non andava, è stato Liberati: «Mi sono alzato verso le 4.30», racconta, «perché ho sentito degli strani rumori, simili a un ronzio. All'improvviso ho avvertito un forte odore di bruciato e sono sceso in giardino. Non riuscivo a capire da dove venisse, poi ho sentito le sirene dei vigili del fuoco e ho capito che mi sono reso conto di quello che stava succedendo. Hanno dato alle fiamme sterpaglie e ginestre in tre punti diversi dello stesso quartiere: un incendio era a meno di 20 metri dalle case. Poteva accadere un disastro».
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