Tre scuole dell’infanzia, avviato il progetto

28 Febbraio 2023

Procedure per riqualificare l’Orsetto Bernardo e costruire nuove strutture in via Pertini e via Fucino

AVEZZANO. Avviate le procedure per la realizzazione di tre scuole dell’infanzia ad Avezzano. Si tratta dell’intervento per la costruzione di un nuovo edificio in via Pertini, per 2 milioni e mezzo di euro, sui terreni del lascito Saturnini che si trovano accanto alla scuola inaugurata due anni fa, e degli interventi di sostituzione edilizia dell’asilo nido Orsetto Bernardo di via Trento (1 milione 560mila euro) e dell’edificio scolastico di via Fucino (2 milioni 640mila euro) che attualmente ospita il centro vaccinale. Gli interventi sono finanziati nell’ambito del “Piano per asili nido e scuole dell’infanzia e servizi di educazione e cura per la prima infanzia” del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) che mira a finanziare progetti di costruzione, riqualificazione e messa in sicurezza degli asili nido e delle scuole dell’infanzia al fine di migliorare l’offerta educativa sin dalla prima infanzia e offrire un aiuto alle famiglie, incoraggiando la partecipazione delle donne al mercato del lavoro e la conciliazione tra vita familiare e professionale, con priorità per le strutture localizzate nelle aree svantaggiate del Paese e nelle periferie urbane, allo scopo di rimuovere gli squilibri economici e sociali ivi esistenti, nonché progetti volti alla riconversione di spazi delle scuole dell’infanzia attualmente inutilizzati, con la finalità del riequilibrio territoriale. In particolare in qualità di soggetto attuatore il Comune di Avezzano «al fine di ridurre la tempistica di attuazione degli interventi ed avere un adeguato supporto per la fase procedurale e gestionale dell’affidamento dei lavori», si legge nella determina numero 209 del 23 febbraio a firma del dirigente Antonio Ferretti, «intende avvalersi di Invitalia, come centrale di committenza, affinché quest’ultima proceda, per suo conto, alla indizione, gestione e aggiudicazione delle procedure d’appalto, stipulando, all’esito delle stesse, gli accordi quadro con gli operatori economici aggiudicatari». La procedura non richiede oneri aggiuntivi per il Comune. Nel caso di interventi beneficiari dei fondi europei del Pnrr, infatti, la tempistica è di fondamentale importanza. «È necessario che gli interventi ammessi a finanziamento», riporta la stessa determina, «siano collaudati e rendicontati entro il 30 giugno 2026, pena la decadenza dal finanziamento stesso». Insomma il Comune ha tre anni di tempo per appaltare i lavori e realizzare le opere. (f.d.m.)
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