Tre vittime, c’è anche il medico Iannucci

5 Aprile 2020

Lavorava in Toscana dopo l’adolescenza vissuta a Sulmona. Scomparsi un muratore di Prezza e un anziano di Chieti 

SULMONA. È stata la giornata più nera: tre decessi che fanno riferimento al territorio peligno. Il primo è il medico Giandomenico Iannucci, originario di Sulmona e in servizio a Scarperia, al Mugello. È lui il primo medico toscano vittima del coronavirus. La sua tragedia è simile a quella vissuta quindici giorni fa da un altro medico sulmonese, Gino Fasoli, deceduto ad Ome (Brescia). Iannucci era conosciuto a Sulmona essendo figlio di insegnanti nella scuola elementare Lola Di Stefano, i suoi genitori erano i maestri Feliciano e Ines. Dopo aver frequentato il Liceo Classico Ovidio, il medico si era laureato a Firenze e da quel momento era rimasto sempre in Toscana. Il secondo decesso riguarda un uomo di 88 anni di Prezza, Domenico Antonio Giammarco, muratore in pensione, morto ieri intorno alle 15,30 nell’ospedale San Salvatore dell’Aquila dove era stato trasferito dalla clinica San Raffaele in cui era ricoverato per seguire un ciclo di terapia riabilitativa. L’uomo, che risiedeva nella frazione di Campo di Fano, lascia la figlia Aimanda, il genero Franco Centofanti e due nipoti, Antonella e Paola. L’ultimo decesso riguarda un 85enne proveniente da Chieti che era stato ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale dell’Annunziata. L’uomo è morto nella notte tra venerdì e sabato. Dei sei pazienti affetti da coronavirus ricoverati nel reparto di rianimazione due sono deceduti, un altro è stato trasferito all’Aquila, altri due a Pescara. Al momento resta ricoverato solo il 53enne originario di Castel di Sangro, le cui condizioni sono in miglioramento tanto che il tampone al quale è stato sottoposto l’altro giorno, è risultato negativo. Bisognerà farne un secondo che accerti l’avvenuta guarigione. Nel frattempo il primario del reparto di rianimazione Vincenzo Pace ha dato la propria disponibilità ad accogliere un altro paziente in arrivo, anche questo da Pescara. Intanto ieri sono stati sottoposti al test covid nel gazebo allestito davanti al pre-triage, i 22 poliziotti penitenziari del reparto traduzioni del carcere di Sulmona, che sono stati a contatto con l'amministrativo contagiato dal coronavirus e ora ricoverato ad Avezzano. Sottoposti a tampone anche gli operatori sanitari da ieri in servizio nel pre-triage, separati dal pronto soccorso. Una buona notizia arriva proprio dal pronto soccorso di Sulmona dove l'operatore colto da influenza è risultato negativo al tampone mentre si attende l'esito del test per l'infermiere di chirurgia marito dell'altra operatrice sanitaria risultata positiva che lavora nell'ospedale di Popoli.
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