Tregua nei contagi, scesi a quota zero

Nelle ultime ore nessun nuovo caso in Valle Peligna. Guarita la dipendente comunale, torna a casa anche la parrucchiera
SULMONA . Torna la quota zero in Valle Peligna. Nelle ultime ore il virus sembra aver fermato la sua corsa tanto che i tamponi eseguiti nella giornata di sabato sono risultati tutti negativi. Un’ottima notizia sul fronte del contenimento a cui si aggiunge quella della dimissioni della parrucchiera sulmonese, ricoverata nelle ultime tre settimane all’Aquila. La donna, che ha risposto bene alle cure, potrà ultimare il percorso di guarigione a casa. Nell’elenco dei guariti c’è anche la dipendete comunale che potrà tornare a lavoro a breve dopo il terzo tampone negativo, uscendo dalla sorveglianza attiva. Si tratta della sulmonese, la prima colpita dal Covid-19 di questa seconda ondata, che dopo oltre un mese di malattia ce l’ha fatta. «Ha voluto con gioia comunicarmi personalmente che finalmente, dopo il terzo tampone negativo potrà tornare alla sua vita normale, al lavoro e tra i suoi cari», commenta il sindaco Annamaria Casini, «a lei i miei migliori auguri di un’intera comunità che suonano come auspicio affinché questo brutto periodo passi presto e si possano festeggiare tante altre guarigioni e soprattutto l’interruzione di questa catena di contagi». Gli sforzi, infatti, sono proprio concentrati su questo, tra carenze di personale sanitario per i tamponi, i controlli sull’esercito dei quasi 500 in sorveglianza e le scuole che riapriranno tra una decina di giorni con tutte le implicazioni del caso. La Valle Peligna ha oggi oltre il 30,8% dei casi positivi di tutta la regione, ovvero 168 su 544. Numeri importanti che non consentono di abbassare la guardia né di minimizzare. Al termine di una settimana che ha fatto registrare un vertiginoso aumento dei contagi, tanto da far scattare la famigerata ordinanza con le misure restrittive, torna la quota zero in Valle Peligna. La giornata di sabato ha regalato una tregua sul fronte dei contagi con nessun nuovo caso accertato. Si contano ben 22 tamponi tra positivi e incerti che fanno riferimento a soggetti già in sorveglianza attiva e che allungano di fatto il percorso di negativizzazione. I tempi di guarigione sembrano quindi più lunghi in questa terza fase nonostante la quasi totalità dei pazienti si trovi in isolamento domiciliare. Intanto, sulla gestione dell’emergenza scatta la polemica politica. Sbic si dice «indignato per la lentezza e la scarsa convinzione con cui la Asl sta affrontando il problema» tirando in ballo la scarsa forza politica del sindaco in ambito regionale. Casini però rispedisce al mittente le contestazioni. «Ho chiesto ad Asl e Regione, ripetutamente», replica, «il potenziamento dei servizi sanitari».
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