Trenitalia sopprime una corsa Studenti e lavoratori a piedi

SULMONA. È stato soppresso il treno delle 6.40 per L’Aquila, lasciando a piedi studenti e lavoratori pendolari di Sulmona. L’altro treno che porta al capoluogo, infatti, parte alle 6.23 e cioè prima...
SULMONA. È stato soppresso il treno delle 6.40 per L’Aquila, lasciando a piedi studenti e lavoratori pendolari di Sulmona. L’altro treno che porta al capoluogo, infatti, parte alle 6.23 e cioè prima di quello cancellato. Per questo i pendolari chiedono a Trenitalia di ripristinare la corsa. «Per arrivare all’Aquila siamo costretti a prendere il treno delle 6.23, un anticipo inutile», intervengono i viaggiatori. «Capiamo che il treno delle 6.40 lo prendono poche persone però chiediamo, se possibile, di reinserire questa corsa almeno il sabato mattina». La segnalazione è stata già girata dal comitato “Sulmona Stazione di Sulmona” a Trenitalia.
«Ci auguriamo che le istanze dei pendolari vengano ascoltate», spiegano dal comitato, «in un’ottica di collaborazione, tutto è possibile».
Intanto, continuano di notte i lavori sulla tratta Sulmona-L’Aquila, dove Rfi ha previsto anche l’adeguamento sismico di tre manufatti tra Molina e Raiano, di proprietà delle Ferrovie dello Stato, con l’installazione di barriere paramassi e il consolidamento dei versanti rocciosi agli imbocchi sul lato Sulmona delle gallerie Claudia e Molina. Nel corso dei lavori verrà realizzato anche un nuovo sottopasso stradale al km 122, con annessa rotatoria, per consentire l’eliminazione di tre passaggi a livello tra Paganica e Bazzano. «Tutti gli interventi», dicono da Rete Ferroviaria Italiana, « hanno la finalità di innalzare ulteriormente qualità e regolarità del servizio sull’intera linea. I lavori sono effettuati nei mesi estivi per contenere al minimo i disagi ai pendolari che, in questo periodo, riducono in maniera considerevole le proprie esigenze di mobilità per studio o lavoro». Negli anni scorsi i treni venivano soppressi per tutto il mese di agosto, con conseguenti problemi per i pendolari, costretti ad allungare i viaggi tra i paesi del Centro Abruzzo su autobus che dovevano percorrere stradine molto strette e ripide. Poi, dopo anni di proteste e l’intercessione della Regione, si è arrivati alla riduzione dei tempi dei cantieri. (f.p.)
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