Treno parte in ritardo, l’ira dei pendolari
AVEZZANO. Il treno Roma-Pescara delle 18.47 parte sempre con mezz’ora di ritardo. A segnalare il disservizio è il comitato dei pendolari. «Dalla scorsa estate», fanno sapere i passeggeri, «il treno...
AVEZZANO. Il treno Roma-Pescara delle 18.47 parte sempre con mezz’ora di ritardo. A segnalare il disservizio è il comitato dei pendolari. «Dalla scorsa estate», fanno sapere i passeggeri, «il treno continuativamente ritarda la partenza di 30 minuti. Le carrozze sono stracolme di pendolari che partono per la capitale la mattina presto e che meritano di essere rispettati, in esecuzione del contratto di servizio, al pari dei viaggiatori dei treni veloci. Gli avvisi sonori, nonché il personale a bordo, motivano il ritardo con la stessa identica formula: “siamo in attesa dell’autorizzazione a partire”. Ci chiediamo», aggiungono indignati i pendolari, «se un contratto di servizio possa prevedere tanta pacifica “flessibilità” da parte del gestore, a dispetto del disagio profondo, dell’incertezza che tali gravosi ritardi producono nella vita dei pendolari, e senza che nessun rilievo venga avanzato dagli uffici della Regione preposti al controllo del contratto di servizio». Come se non bastasse «ad aggravare lo stato delle cose è stata l'introduzione da più di un mese del treno Jazz di sole 3 carrozze non idoneo ad affrontare un viaggio di tre ore e mezzo e insufficiente ad ospitare tutti gli utenti, molti dei quali infatti costretti a restare in piedi». (f.d.m.)
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