Trentuno anni d’applausi per il Teatro dei colori

12 Settembre 2018

AVEZZANO. Per il 31° anno consecutivo, il ministero per i Beni e le attività culturali ha confermato il riconoscimento per l’associazione Teatro dei colori onlus. Una conferma che arriva dalla...

AVEZZANO. Per il 31° anno consecutivo, il ministero per i Beni e le attività culturali ha confermato il riconoscimento per l’associazione Teatro dei colori onlus. Una conferma che arriva dalla Direzione generale dello spettacolo, con una apposita delibera (la numero 1197, del 26 luglio 2018), in applicazione del decreto ministeriale del 27 luglio 2017 Fus, Fondo unico per lo spettacolo. In particolare, il riconoscimento per il Teatro dei colori riguarda il programma dell’anno 2018 e il progetto del triennio 2018-2020, per le imprese di produzione di teatro di innovazione e per l’infanzia e la gioventù.
Secondo il ministero per i Beni e le Attività culturali la compagnia del Teatro dei colori «conferma le finalità divulgative e formative, con la presenza in grandi e piccole città in tutto il territorio nazionale nelle programmazioni di 15 regioni italiane, con la presentazione di sei produzioni teatrali per i ragazzi e per la ricerca».
Punti valoriali importanti sono la presenza nel territorio regionale con progetti di formazione e convenzioni continuative con diversi Comuni, la partecipazione e la co-ideazione di festival e, soprattutto, la grande attenzione ai nuovi pubblici nell’applicazione dei nuovi linguaggi della scena, punto di forza e carattere principale tecnico ed estetico della compagnia marsicana. Il direttore artistico del Teatro dei colori è il poliedrico Gabriele Ciaccia. Lo staff organizzativo e artistico del Teatro dei colori: Gabriella Montuori, Giuseppe Pantaleo, Valentina Ciaccia, Boris Granieri, Andrea Tufo, Maddalena Celentano, Valentina Franciosi, Enrica Di Domenico, Arianna Mignini. Uno staff che insieme ai numerosi collaboratori, come sottolinea Ciaccia, «mira a nuove e avvincenti tappe per la promozione e la produzione artistica che dall’Abruzzo si proietta verso l’Europa».
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