Tribunale, celebrate tre udienze via web

Una ha riguardato una vicenda penale. Nelle altre due i detenuti, connessi dal carcere, in una causa contro il ministero
SULMONA. Per il tribunale di Sulmona, il primo in Italia a digitalizzare tutti i fascicoli, è stato un gioco da ragazzi tenere udienza da remoto ai tempi del Covid. Nei giorni scorsi, infatti, si sono tenute tre udienze, una penale e due civili. In questi ultimi due casi in particolare, si sono connessi dal carcere due detenuti per una causa contro il ministero della Giustizia. Organizzare le udienze è stato molto semplice per il tribunale di Sulmona, che da anni, e come unico caso in Italia, prevede le udienze in triplo schermo, con la possibilità per le due parti contrapposte e il giudice di condividere documenti e scritti. Del resto, era il 2001 quando l’ex presidente del tribunale e ora giudice in servizio Giorgio Di Benedetto scrisse un libro proprio sul processo telematico. Nel testo erano elencate teorie e pratiche che sembrarono per l’epoca avveniristiche, ma che, di lì a 15 anni dopo, Di Benedetto avrebbe attuato sul tribunale di Sulmona, divenuto poi caso di studio e modello per tutti gli altri tribunali italiani. Proprio per questo il tribunale ha presentato il progetto “Capograssi” per cause più veloci, arretrato da azzerare e controversie da accelerare. Il progetto è stato selezionato nel 2018 dalla Regione nell’ambito del bando pubblico sul rafforzamento delle competenze digitali degli uffici giudiziari. Palazzo Capograssi ha ottenuto 400mila euro, che gli consentiranno di confermare il ruolo di pioniere nell’informatizzazione delle cause, già avviata da tempo in città. L’iniziativa, destinata a diventare una best practice da replicare a livello regionale e nazionale, mira a snellire i tempi dei procedimenti giudiziari, riducendo l’arretrato e accelerando la tempistica nella definizione delle controversie. Tutto questo al fine di contribuire in maniera significativa al miglioramento degli standard di efficienza della giustizia. Il tribunale è al primo posto per efficienza tra le sedi del Centro-Sud Italia e il quinto nella classifica generale, nonostante il blocco del turn over imposto dopo la riforma dei presìdi giudiziari e la chiusura fissata dei tribunali minori. In sostanza, grazie all’innovazione, sono state smaltite più pratiche contemporaneamente, riuscendo a definire velocemente le cause in corso. Un caso pilota nazionale e di studio, nonostante la pianta organica degli amministrativi ferma a 21 sui 33 previsti e a solo la metà dei funzionari giudiziari (quattro su otto), con un sotto organico del 36 per cento. Le pendenze dei dibattimenti penali sono state ridotte del 51%; quelle del processo civile del 31% e quelle del contenzioso ordinario del 41%.
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