Tribunale da salvare, lite politica La Regione non pagherà la gestione

Bloccato l’emendamento di Ranieri (5 Stelle). Berardinetti accusato di boicottare la Marsica Lui replica: «Provvedimento presentato con clamoroso ritardo, i grillini fanno soltanto demagogia»
AVEZZANO. La salvezza del tribunale di Avezzano, la cui chiusura è prevista nel 2017, ha innescato uno scontro politico in Regione, con il Movimento 5 Stelle che ha lanciato strali all’indirizzo del consigliere Lorenzo Berardinetti (Regione Facile) “colpevole” di non aiutare la Marsica. «Dopo aver lavorato per convincerli e aver ottenuto la condivisione di gran parte del consiglio regionale», ha commentato Giorgio Fedele, braccio destro del consigliere avezzanese dei grillini, Gianluca Ranieri, «l’emendamento preparato per obbligare la Regione Abruzzo a prendere posizione sul salvataggio del tribunale di Avezzano ha trovato l’inesplicabile opposizione del consigliere Berardinetti, consigliere marsicano, ed è stato dichiarato inammissibile. Poco importa che si stesse discutendo della salvezza dei presidi soppressi, o che ci fosse l’accordo bipartisan costruito con grande responsabilità dal M5S, il sindaco del monte ha detto no! È stato un tale fulmine a ciel sereno che lo stesso Di Nicola, presidente della commissione bilancio, ha sottolineato l’incoerenza della scelta. A valle delle vuote promesse, spero sia chiaro una volta per tutte qual è l’atteggiamento della politica nostrana. In particolare, spero che questo sia chiaro agli operatori e professionisti direttamente coinvolti dalle attività forensi, che da anni si battono al fianco dei cittadini. Entrambi e senza eccezioni stiamo pagando e pagheremo il prezzo di una politica realizzata su presupposti diversi dal bene comune. La battaglia ovviamente non termina qui».
L’emendamento di Ranieri avrebbe impegnato la Regione a «mettere a disposizione le risorse necessarie per la gestione, in via sperimentale, delle sedi giudiziarie di tribunali e Procure». In pratica, l’Ente si sarebbe accollato le spese per evitare la chiusura.
Berardinetti respinge ogni accusa e parla di «demagogia a 5 Stelle».
«Un emendamento presentato con clamoroso ritardo e in contrasto con i regolamenti», ha sottolineato il consigliere e sindaco di Sante Marie, «i 5 Stelle cercano scappatoie e sostegno per vedere discussa una loro mozione. Sugli emendamenti proposti, specie quello che riguarda i tribunali, la Regione non ha alcuna competenza e le proposte erano utili solo alla loro propaganda. Le dichiarazioni dei giorni scorsi del vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini, della senatrice Federica Chiavaroli e del ministro della Giustizia, Andrea Orlando, hanno inquadrato perfettamente il problema e soprattutto hanno dato le vere soluzioni per scongiurare le chiusure dei tribunali minori abruzzesi o almeno parte dei essi. Mi dispiace dover evidenziare come la politica dei 5 Stelle in consiglio regionale sia soltanto quella dei proclami e rivolta solo ed esclusivamente a ottenere “mi piace” sui social network. I colleghi Ranieri e Smargiassi possono stare tranquilli: il mio modo di intendere la politica è ben lontano dal loro, ed è improntato ad affrontare e risolvere i problemi dell’interesse esclusivo dei cittadini abruzzesi. Quanto a Ranieri, che con questo emendamento voleva testimoniare la propria esistenza politica, va detto che proprio lui, e il suo gruppo consiliare, non più tardi di un mese fa ha votato contro la legge che prevedeva lo stanziamento di fondi per i lavoratori dei centri di ricerca Crab, Cotir e Crivea, ed in altre occasioni ha votato contro provvedimenti che riguardavano il territorio marsicano. È singolare l’atteggiamento secondo cui tutte le proposte provenienti dalla maggioranza vengano puntualmente bocciate e respinte dai 5 Stelle, mentre al contrario si chieda alla stessa maggioranza di condividere le loro proposte, anche quelle meno rilevanti».
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