Tribunale, il piano per abbreviare i processi

Stanziati 400mila euro allo scopo di potenziare le competenze digitali degli uffici giudiziari
SULMONA. Partirà all’inizio del prossimo anno il progetto Capograssi. Lo ha ribadito ieri mattina il presidente del tribunale Giorgio Di Benedetto al sindaco Annamaria Casini a Palazzo San Francesco, all’indomani dell’incontro con la commissione interparlamentare in cui si è discusso della salvaguardia dei tribunali minori, tra cui quello di Sulmona. Si tratta di un progetto pilota finanziato con 400mila euro per il rafforzamento delle competenze digitali degli uffici giudiziari, inserito nel piano dei finanziamenti Fse 2017-2019 e voluto dall’ex assessore regionale Andrea Gerosolimo. Il progetto mira a snellire i tempi dei procedimenti giudiziari, riducendo l’arretrato e accelerando la tempistica nella definizione delle controversie. «Stiamo lavorando per mettere punti fermi per la battaglia per la salvaguardia del nostro tribunale non solo sotto l’aspetto politico, ma anche nel merito», afferma il sindaco, «valorizzando quello che in questi anni il tribunale è riuscito a fare». Intanto il presidente dell’Ordine forense di Sulmona Luca Tirabassi è tornato parlare dell’incontro con il Gruppo interparlamentare sulla riforma della geografia giudiziaria. «Un incontro giudicato positivamente sia da me che dal presidente Di Benedetto, in particolare sotto un duplice aspetto. Innanzitutto perché abbiamo ricevuto ascolto e attenzione, oltre che dai parlamentari abruzzesi che ne fanno parte anche dai componenti eletti in altre regioni italiane, i quali hanno voluto conoscere le rispettive peculiarità che giustificano il mantenimento dei nostri tribunali. In secondo luogo, perché abbiamo potuto constatare come la riforma del 2012 abbia generato diffuso e motivato malcontento in numerosi territori del Paese privati di presìdi giudiziari senza che ciò abbia sinora comportato il conseguimento di quegli obiettivi di risparmio di costi e di maggior efficienza del sistema giustizia che la Legge Severino ambiva a perseguire. La combinazione di tali fattori autorizza, quantunque in una prospettiva di cautela, a confidare in una modifica delle scelte attuate anni fa che noi auspichiamo da tempo e che ieri siamo tornati a invocare nella convinzione che la giurisdizione funzioni meglio quanto più sia vicina ai cittadini».
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