«Tribunale, la battaglia deve continuare»

Il presidente dell’Ordine invita tutti «a non abbassare la guardia onde evitare la chiusura del presidio»
SULMONA. La proroga della chiusura del tribunale al 2020 non deve fermare la battaglia in difesa di palazzo Capograssi. Ne sono convinti avvocati e politici sulmonesi che, pur accogliendo con favore la notizia di altri due anni di vita, invitano a non abbassare la guardia. «Non si gridi alla vittoria dal momento che la battaglia deve andare avanti per salvare i presidi giudiziari», commenta il presidente del consiglio dell’Ordine degli avvocati di Sulmona, Gabriele Tedeschi, «È sicuramente un risultato concreto che non possiamo non accogliere con soddisfazione, ma è opportuno che la proroga non freni la battaglia, ma si continui a lavorare per la salvezza. La cosa sicuramente ci dà respiro in questa fase, ma non bisogna perdere tempo per portare avanti la lotta istituzionale». Il presidente degli avvocati si riferisce al tavolo della Regione, presieduto dal governatore Luciano D’Alfonso e dal presidente del consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio. «Si continui fin da ora a lavorare per non ritrovarci fra due anni con lo stesso patema d’animo», conclude Tedeschi. Un monito sulla proroga arriva anche dai consiglieri di maggioranza Fabio Pingue, Alessandro Pantaleo e Mauro Tirabassi. «Il provvedimento di proroga della chiusura dei Tribunali così detti minori, se da una parte deve essere accolta con soddisfazione come provvedimento giusto e necessario per un territorio vessato da continue spoliazioni ed emergenze naturali», aggiungono i tre, «dall’altra deve essere da stimolo per mettersi da subito a lavoro per trovare una soluzione definitiva su un problema, quello della soppressione, che appare come iniqua e inaccettabile non solo come presidio di giustizia e legalità, ma soprattutto per le ragioni orografiche che è troppo comodo ricordare solo nei momenti di emergenza». È nei numeri, che hanno visto azzerare pendenze e attese, che si riarma la battaglia in difesa di palazzo Capograssi. Il tribunale sulmonese è stato fra i primi in Italia ad attivare l’informatizzazione delle cause civili, attraverso il processo telematico, che ha concesso la riduzione del contenzioso. Un caso pilota e di studio per gli altri tribunali italiani, grazie anche alla “rivoluzione” avviata dal presidente Giorgio Di Benedetto, che si è circondato di sei giudici molto giovani. Resta un punto dolente, invece, quello della pianta organica degli amministrativi, ferma a 21 su 33 previsti e a solo la metà dei funzionari giudiziari (quattro su otto), con un sotto organico del 36%. Nonostante queste carenze, le pendenze dei dibattimenti penali sono scese del 51%, quelle civili del 31% e quelle del contenzioso ordinario del 41%.(f.p.)
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