Tribunale, niente giudici Rinviate tutte le udienze

Il Palazzo di giustizia in crisi, magistrati trasferiti o deceduti e non sostituiti Avvocati pronti a scendere in campo a difesa della struttura marsicana
AVEZZANO. Tutte le udienze rinviate al tribunale di Avezzano. È quello che capita spesso a causa della carenza di giudici al Palazzo di giustizia, uno dei più affollati d’Abruzzo. Un tribunale, quello di Avezzano, di cui si parla da anni a causa del provvedimento di chiusura disposto dal governo e per il quale ci sono state numerose leggi di proroga, che ancora oggi tengono in vita la struttura.
Ad Avezzano la carenza degli organici sta diventando un problema molto serio e apparentemente insormontabile. Situazione che si è aggravata dopo la morte improvvisa del giudice Marco Sgattoni. Qualche giorno fa tutto il personale del tribunale di Avezzano e gli avvocati hanno ricordato la figura del giudice onorario, che aveva solo 47 anni, deceduto in seguito a un infarto fulminante all’interno della sua abitazione. È venuta a mancare così una figura importante al tribunale penale. Inoltre è stato trasferito in un’altra sede anche un altro magistrato onorario, Gaetano Tanzi, che da anni operava ad Avezzano. Infine non ci sono da diversi mesi, per maternità, i giudici Pasqualina Grauso e Daria Lombardi. Senza considerare il settore civile, dove manca per lo stesso motivo il giudice Giulia Sorrentino. Una situazione che dev’essere arginata subito con delle sostituzioni. Proprio in questi giorni la Commissione lavoro del Senato ha dichiarato inammissibili due emendamenti, perché estranei alla materia trattata, al Decreto Sblocca cantieri che doveva salvare i tribunali minori abruzzesi di Sulmona, Avezzano, Lanciano e Vasto. Le modifiche al decreto, che erano state presentate da FdI e FI, prevedevano di annullare gli effetti della riforma della geografia giudiziaria fatta nel 2012 per i quattro presìdi di giustizia, rimasti aperti grazie a diverse proroghe.
Emendamenti che di nuovo, rispetto a quelli del passato, volevano entrare nel merito, non chiedendo cioè un semplice rinvio per i disagi legati al terremoto, ma individuando, sulla base del lavoro svolto dalla Commissione regionale, specifiche caratteristiche e motivazioni per mantenere gli uffici aperti, che nel caso di Sulmona, in particolare, riguardano la sua posizione al centro di un’area montana e geograficamente complessa. Comunque sembra che un nuovo tentativo di emendamento verrà fatto sul Decreto Crescita, che è in fase di conversione, e in quel contesto si dovrebbe aprire un confronto con il governo per approntare una revisione complessiva della riforma della geografia giudiziaria.
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