Tribunale senza funzionari A settembre rischio paralisi

13 Agosto 2022

Gli avvocati: coi nuovi pensionamenti mancherà personale per le pubblicazioni Si spera nel trasferimento di almeno quattro cancellieri in prestito dall’Aquila

AVEZZANO. Un tribunale che va incontro alla paralisi se a settembre non arriveranno almeno 5 funzionari. Con i pensionamenti del prossimo mese si rischia la mancata pubblicazione dei provvedimenti cautelari emessi nei confronti delle persone indagate o arrestate. In sofferenza anche la Procura di Avezzano a causa della grande mole di lavoro. A lanciare l’allarme è il presidente dell’Ordine degli avvocati di Avezzano, Franco Colucci, che annuncia nuove iniziative di protesta se il problema della carenza di personale amministrativo non sarà risolto nelle prossime settimane. Previsto anche il ricorso al Tar contro la presa di posizione del ministero della Giustizia che, alla richiesta di nuovi funzionari, ha espresso un diniego motivandolo con una cronica indisponibilità di personale da inviare ad Avezzano.
È una situazione incandescente. Tanto che, in questi giorni di sospensione estiva delle udienze, si pensa già a cosa potrà accadere a settembre e ottobre se non si porrà mano al problema che vede scoperto il 54 per cento dell’organico necessario a far funzionare la struttura giudiziaria marsicana, collocata in base al numero di udienze tra le più attive della regione ma anche a livello nazionale.
PERSONALE
La situazione attuale del tribunale non ha precedenti. I funzionari di cancelleria sono attualmente solo due, e uno sta per andare in pensione a giorni. Servirebbero almeno cinque funzionari di cancelleria e almeno otto assistenti. Nel settore amministrativo sono andate in pensione otto persone lo scorso anno, alle quali si aggiungono due dipendenti già in quiescenza dal 2021, e altri due in procinto di andarsene. Sono recentemente arrivati 11 nuovi amministrativi, ma che assisteranno i magistrati e daranno solo un apporto alle cancellerie. Altri otto a tempo determinato dovrebbero prendere servizio ma lavoreranno all'ufficio del processo. «Alla luce del muro alzato dal ministero, e che abbatteremo per vie legali», afferma Colucci, «in alternativa e in via provvisoria a settembre devono necessariamente arrivare quei funzionari promessi dalla presidente della Corte d’appello Fabrizia Ida Francabandera. Si è impegnata a inviare ad Avezzano dall’Aquila almeno quattro funzionari del concorso espletato a maggio».
Si tratta quindi di funzionari accreditati all’Aquila, ma spostati ad Avezzano. Il ministero ha infatti detto no all’assegnazione diretta ad Avezzano.
RICORSO
«Il ministero», afferma l’estensore del ricorso, l’avvocato Mario Petrella, «non ha mai inserito il tribunale di Avezzano, come quelli di Lanciano, Vasto e Sulmona, tra le strutture che beneficiano dei cosiddetti “atti di interpello” a livello nazionale (trasferimento da altri tribunali, ndc). Ma ritiene che la pianta organica non sia più esistente nei tribunali minori abruzzesi. Questo alla luce del decreto legislativo 155 del 2012 che ha ridisegnato al geografia giudiziaria italiana. In realtà per l’Abruzzo il decreto non è mai entrato in vigore, in virtù dell’emendamento dell’allora parlamentare Giovanni Legnini che prevedeva, a causa del terremoto, un rinvio della chiusura di due anni. Termine poi prorogato di volta in volta. Si tratta quindi di una vacatio legis», sottolinea Petrella. «Il ministero, che nel 2013 ha approvato un atto ministeriale al riguardo, non si è mai accorto che quella legge in Abruzzo non era mai entrata in vigore. Per le piante organiche dei magistrati l’errore è stato sanato, ma per il personale amministrativo no. Perciò, se necessario, ricorreremo al Tar impugnando il provvedimento che vieta l’assegnazione di personale ai tribunali minori».
LA PROTESTA
L’allarme è scattato quando le varie iniziative per avere un’integrazione dei dipendenti andati in pensione sono naufragate. Per questo, a luglio, è stata messa in atto dall’Ordine degli avvocati di Avezzano un’astensione per portare a conoscenza del Governo la situazione di difficoltà. «Siamo in stato di agitazione permanente», sottolinea l’avvocato Gianluca Presutti, presidente della Camera penale, «e se non ci saranno novità ai primi di settembre abbiamo in programma una nuova astensione. Il problema non è solo degli avvocati, ma principalmente della popolazione che rischia di veder compromessi servizi fondamentali ai cittadini e l’efficienza di uno dei tribunali che, secondo le statistiche, è tra i più virtuosi d’Italia».
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