Tribunale, spazi inadeguati per magistrati e impiegati

Disagi aumentati dopo le assunzioni. Ci sono giudici costretti in una stessa stanza E restano dubbi sull’eventuale sistemazione di personale da Avezzano e Sulmona
L’AQUILA. «Criticità seguite alla ricostruzione del Palazzo di giustizia dell’Aquila». Ne è tornata a parlare la presidente della Corte d’Appello, Fabrizia Francabandera, nel corso della sua relazione in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario (altri servizi alle pagine 2 e 3 del giornale, ndr). La relazione evidenzia la «non adeguata» distribuzione degli spazi fra i quattro uffici nell’immobile (Corte d’Appello, procura generale, tribunale e procura della Repubblica), perché «non godono proporzionalmente di spazi sufficienti a garantire un’adeguata sistemazione degli uffici e del personale, sia di quello magistratuale, aumentato di quattro unità in Corte d’Appello e di due in tribunale, che di quello amministrativo, incrementato in modo significativo dal personale assunto a tempo determinato con fondi Pnrr (45 unità per la Corte d’Appello e 21 per il tribunale), cui si sono aggiunti di recente gli operatori data entry, per sistemare i quali è stato necessario liberare locali destinati ad archivi correnti, effettuare spostamenti di cancellerie, collocare più persone – anche magistrati – nella stessa stanza». Altro punto evidenziato nella relazione. «Resta del tutto ignorato il tema della eventuale sistemazione del personale in servizio negli accorpandi tribunali di Avezzano e Sulmona, a oggi prevista per l’ormai prossima scadenza del 31 dicembre 2023». La Conferenza permanente istituita negli uffici giudiziari ha investito di tale problematica gli altri interlocutori istituzionali (Agenzia del demanio, Comune dell’Aquila) «senza che al momento sia ravvisabile alcuna soluzione soddisfacente». Gli spazi al piano terra, nel progetto originario destinati a sede di una filiale bancaria e di un bar, sono stati assegnati al tribunale per sopperire, almeno in parte, alle esigenze logistiche di tale ufficio; nell’anno in oggetto sono terminati i lavori di sistemazione del nuovo Urp del tribunale (Ufficio relazioni con il pubblico), con conseguente cessazione della coabitazione con l’Urp della Corte di appello, imposta nella primavera 2020 dall’emergenza Covid e dalla necessità di evitare accessi indiscriminati alle cancellerie, che aveva creato non poche difficoltà soprattutto alla classe forense. Nella relazione, infine, si auspica che, grazie al programma di performance previsto dal Pnrr in tema di riqualificazione, con l’ingresso in servizio di tecnici di edilizia, si possa far fronte alle problematiche manutentive ordinarie e straordinarie. (r.rs.)
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