Tribunali a rischio chiusura: nessuno spiraglio dal governo

Si fa sempre più in salita la strada per la proroga delle sedi di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto Restano le resistenze da parte del ministero della Giustizia. Bellachioma (Lega): «Vogliamo insistere»
AVEZZANO. Linea dura del governo, che non concede spiragli per la proroga dei tribunali di Avezzano, Sulmona, Lanciano, Vasto, con la chiusura prevista per il 14 settembre prossimo. Gli emendamenti presentati dai parlamentari abruzzesi stanno perdendo forza a causa del parere negativo del governo che, seppur non è vincolante, sembra essere in grado di scoraggiare la politica dal portare avanti l’istanza. Quindi potrebbero essere stralciati, proprio alla luce della grande resistenza che arriva dal ministero della Giustizia.
I TEMPI
Nelle commissioni parlamentari riunite Affari costituzionali e Bilancio, i lavori sono ripresi ieri dopo il weekend e si è arrivati a discutere il terzo punto. La discussione sui tribunali è al punto otto e quindi ci vorranno altri due, forse tre giorni affinché il nodo sulle strutture di Avezzano, Sulmona Lanciano e Vasto venga affrontato. Anche lo sciopero degli oltre 1.500 avvocati dei quattro fori interessati, un’astensione dai processi come mai si era vista prima nella storia dei tribunali d’Abruzzo, potrebbe rivelarsi tardiva, visto che è stata fissata per il 21 febbraio, lunedì prossimo, quando il Milleproroghe potrebbe essere già definito. Ci sono ancora margini di manovra, se pur minimi, affinché nel frattempo il governo ci ripensi. Ma il ministro della Giustizia Marta Cartabia ha già preso la sua decisione contraria da tempo. Mentre a luglio la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, che poche settimane prima era stata in visita Abruzzo, decise di bloccare la legge di proroga stralciando per «estraneità della materia» dal decreto su Giustizia e Pubblica amministrazione, l’emendamento approvato a maggioranza da quasi tutte le forze in parlamento.
LE SPERANZE
A oggi, far cambiare idea alla Guardasigilli Cartabia è quindi un compito assai arduo. Ma c’è chi ci crede ancora. Come il deputato abruzzese della Lega Giuseppe Bellachioma che, in quanto segretario della commissione Bilancio di Montecitorio, sta cercando spiragli per portare a casa un risultato. Se pur demotivato dal silenzio e dalla chiusura del ministero, spera in qualche novità dell'ultim’ora. Infatti alle proposte di mediazione presentate, anche tramite il sottosegretario alla Giustizia Anna Macina, come quella di ridurre la proroga da due anni a uno solo, il ministero non ha mai risposto. «Continuiamo a insistere», ha affermato Bellachioma, «anche se onestamente ci sembra di andare a sbattere contro un muro di gomma. Non abbiamo alzato ancora le braccia. Tutti i parlamentari abruzzesi e tutte le forze politiche dicono la stessa cosa e siamo sulla stessa linea, ma non c’è una minima manifesta volontà della Cartabia di prestare orecchio alle nostre richieste. Siamo solo all’articolo quattro da trattare e speriamo che nei prossimi due giorni ci sia qualche novità».
Anche il coordinatore del Comitato per la salvezza dei tribunali Gianni Di Pangrazio e il presidente dell’Ordine degli avvocati di Avezzano Franco Colucci ieri hanno cercato nei palazzi romani quella che hanno definito «una grazia per salvare i tribunali». Ha detto Di Pangrazio: «Non molliamo e quindi lotteremo fino in fondo».
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