Tribunali da salvare, ok anche da Molina

11 Febbraio 2018

Sostegno alla proposta di mettere in rete i quattro uffici giudiziari per centrare i parametri di risparmio

SULMONA. La proposta di salvaguardia dei 4 tribunali minori abruzzesi (Sulmona, Avezzano, Lanciano e Vasto), lanciata dal presidente del tribunale ovidiano Giorgio Di Benedetto e dal procuratore Giuseppe Bellelli, trova il sostegno anche del Comune di Molina Aterno.
Nell’ultimo consiglio comunale, in occasione dell’approvazione all’unanimità della delibera “salva tribunale”, è arrivato proprio il via libera alla proposta dei tribunali minori in rete.
«La revisione della geografia giudiziaria non può non tener conto delle importantissime proposte avanzate da Di Benedetto e Bellelli poiché molto attuali e sicuramente foriere di efficientamento della macchina amministrativa e della notevole riduzione dei costi», è intervenuto il consigliere di maggioranza Mauro Nardella, «proprio quelle due condizioni imposte dal governo e che, unite al fatto che il tribunale si associa alla presenza nel territorio di uno dei più importanti penitenziari italiani, non possono che accrescere le possibilità di salvataggio».
La proposta prevede il collegamento funzionale dei quattro tribunali minori in un’unica area giudiziaria, in cui mantenere la propria autonomia ma con attività coordinate, in modo da centrare i parametri di risparmio ed efficienza perseguiti dalla riforma giudiziaria. In più verrebbe aggirata la logica degli accorpamenti o quella della scialuppa di salvataggio.
La chiusura dei tribunali minori è slittata a settembre 2020, dopo le proroghe arrivate in seguito al sisma dopo la riforma della geografia giudiziaria che impone la chiusura dei presìdi giudiziari più piccoli. Tra questi, palazzo Capograssi guadagnato il primo posto per efficienza tra le sedi del Centro-Sud Italia e il quinto nella classifica generale.
Primati importanti, quelli del tribunale sulmonese, raggiunti nonostante il blocco del turn over imposto dopo la riforma dei presìdi giudiziari e la chiusura fissata. Il tribunale sulmonese è stato tra i primi in Italia ad attivare l’informatizzazione delle cause civili, attraverso il processo telematico, che ha consentito la riduzione del contenzioso.
In sostanza, grazie all’innovazione tecnologica sono state smaltite molte più pratiche contemporaneamente, riuscendo a definire più velocemente le cause in corso.
Un caso pilota e di studio per gli altri tribunali italiani, grazie anche alla “rivoluzione” avviata dal presidente Di Benedetto, con dei giudici molto giovani. La chiusura dei tribunali sarebbe un problema soprattutto per gli utenti con aggravi di spese di giustizia.
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