Tribunali, il giorno della verità: subito la proroga, poi la salvezza

20 Dicembre 2022

Parlamentari, avvocati e sindaci di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto vanno dal ministro Nordio Il governo svela il piano per l’Abruzzo. Il senatore Liris: nessun risparmio, si penalizzano solo i cittadini

AVEZZANO. I sindaci di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto, insieme ai presidenti dei rispettivi ordini forensi, parteciperanno all’incontro con il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, in programma questa mattina a Roma, per discutere del destino dei quattro tribunali non provinciali. Al vertice prenderanno parte anche il presidente della Regione, Marco Marsilio, e i senatori di Fratelli d’Italia, Guido Liris ed Etel Sigismondi.
«NESSUN RISPARMIo»
Il nodo verte sulla riforma del 2012 che ha previsto la soppressione di 31 tribunali italiani, tra cui quelli di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto: «Dobbiamo uscire dal concetto che la soppressione dei tribunali porti a una spending review», esordisce Guido Liris. «In province molto vaste come quella dell’Aquila e di Chieti», aggiunge il senatore, «non ci sarebbe alcun risparmio per i cittadini, ma si priverebbero soltanto i territori di importanti presidi di legalità».
MODIFICA DI LEGGE
Dal fronte dei sindaci e degli avvocati filtra ottimismo sulla possibilità di una modifica della riforma giudiziaria che porterebbe alla salvezza. Ne è convinto Franco Colucci, presidente dell’Ordine degli avvocati di Avezzano, che sottolinea come dal nuovo governo siano arrivati «segnali di apertura importanti».
PROROGa possibile
In ballo resta la richiesta di una nuova proroga alla chiusura fino al 31 dicembre 2026, ma la sensazione è che la posta in palio possa essere ancora più alta: «In questa prima fase», spiega Gianni Di Pangrazio, sindaco di Avezzano, «chiederemo la proroga fino al 2026 attraverso il decreto Milleproroghe, come già discusso in occasione dell’ultimo incontro con il viceministro Sisto. Nel frattempo, chiederemo al governo di lavorare tenendo conto di alcuni parametri oggettivi per la salvezza dei tribunali». Tra questi, Di Pangrazio elenca i numeri del presidio di Avezzano: «Il tribunale ha un bacino d’utenza del 30 per cento superiore a quello dell’Aquila ed è il terzo in Abruzzo sia per utenti che per carico di lavoro».
ORGANICO
Insieme alla riforma della geografia giudiziaria, la delegazione abruzzese porterà sul tavolo del Guardasigilli anche la richiesta di un ripristino delle piante organiche: «Bisogna consentire il trasferimento di giudici e personale amministrativo al tribunale di Avezzano, per portare avanti le numerose cause che al momento sono ferme a causa della mancanza di personale», spiega ancora Di Pangrazio. «Anche sotto questo aspetto», aggiunge Colucci, «abbiamo ricevuto input positivi dal governo. La carenza di personale amministrativo è ancora importante e impedisce la piena operatività degli uffici».
«RIFORMA IRRAZIONALE»
Per Gianfranco Di Piero, sindaco di Sulmona, e Luca Tirabassi, presidente del Foro peligno, quello con Nordio «sarà un incontro importante per comprendere quale sia la posizione del governo sulla nostra richiesta di operare una revisione della geografia giudiziaria rispetto a quella concepita, in modo del tutto irrazionale e penalizzante, per il territorio del centro Abruzzo, dieci anni fa, dal governo Monti». In merito al tribunale di Sulmona, il sindaco e il presidente dell'ordine ribadiscono che «verranno riaffermate le molteplici ragioni che dovrebbero condurre a un provvedimento normativo che assicuri la definitiva salvaguardia degli uffici giudiziari a rischio soppressione, tenuto conto, della peculiare orografia del circondario del Foro di Sulmona, della presenza di un carcere di massima sicurezza, tra i più importanti d’Italia e d’Europa, della necessità di mantenere un presidio di sicurezza e legalità vicino ai cittadini e della piena efficienza del servizio giustizia».
LEGGE REGIONALE
Contestualmente alla proroga e alla riforma giudiziaria, la delegazione abruzzese porterà avanti la legge di iniziativa regionale, con la quale la Regione Abruzzo si propone di farsi carico delle spese di funzionamento dei tribunali.
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