Tribunali, nuova manifestazione a Roma

Data e modalità da fissare nella prossima riunione del comitato, al governo si chiederà una proroga
AVEZZANO. Una nuova manifestazione a Roma per protestare contro la chiusura dei tribunali minori abruzzesi. Sarà programmata nel corso di un incontro che si terrà la prossima settimana e che coinvolgerà tutte le parti già impegnate nella battaglia. Riparte così la mobilitazione per salvare il Tribunale di Avezzano e quelli di Sulmona Vasto e Lanciano su cui pende la scure della riforma della geografia giudiziaria.
A metà della prossima settimana si terrà un incontro con comitati, Ordine degli avvocati e sindaci per organizzare la manifestazione a Roma. Saranno stabilite data e modalità dell’iniziativa. Si punta a chiedere l'approvazione della proroga in sede deliberante della commissione Giustizia del Senato, senza passare per il confronto in aula. In questo modo la procedura sarebbe più breve. I tempi, infatti, stringono. Se dovesse passare ancora un altro periodo prolungato prima della proroga, i processi potrebbero essere fissati già direttamente nella sede dell’Aquila, come prevede il protocollo. «Non ci arrendiamo», afferma il presidente dell’Ordine degli avvocati di Avezzano Franco Colucci, «abbiamo ancora vive speranze di poter salvare il tribunale. Andremo avanti nella battaglia fino in fondo». Gli amministratori delle quattro città, insieme ai presidenti delle Province dell’Aquila e Chieti e dei rispettivi Ordini forensi, seppur delusi dallo stop imposto dalla presidente del Senato, la forzista Elisabetta Casellati, ma consci dello straordinario risultato acquisito con il sostegno dichiarato da parte di tutti i gruppi politici di palazzo Madama, che ha portato la richiesta di proroga della chiusura dei tribunali a un passo dalla meta, non hanno perso le speranze e hanno chiamato i parlamentari a mantenere il fronte unito per puntare su una nuova chance prima che sia troppo tardi, cioè il varo dell’emendamento in sede deliberante.
La proroga dell’apertura dei quattro tribunali abruzzesi era stata stralciata dalla presidente Casellati dopo l’approvazione delle richieste presentate da tutti i partiti. L’emendamento era infatti stato approvato prima dalle commissioni Giustizia e Affari Costituzionali, poi discusso e approvato in commissione Bilancio. Tanti senatori appartenenti ai diversi gruppi parlamentari e rappresentanti di svariati territori nazionali avevano sostenuto e approvato un emendamento presentato, sostenuto e sottoscritto da tutti i senatori abruzzesi.
Poi c’è stato il colpo di mano che ha destato clamore nella politica locale e nazionale, innescando un effetto contrario alla volontà dei territori e dei senatori eletti con una decisione di cui restano ancora del tutto da chiarire i contorni. (p.g.)
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