Tribunali, salvezza fino al 2024: passa l’emendamento in Senato

29 Luglio 2021

Slitta la chiusura, ma adesso serve la copertura finanziaria per Avezzano, Sulmona, Vasto e Lanciano Scongiurato l’accorpamento con le sedi dell’Aquila e di Chieti. Si temevano ripercussioni economiche

AVEZZANO. La battaglia per salvare i quattro tribunali abruzzesi a rischio chiusura è vinta. Ma non è vinta ancora questa guerra per mantenere i presìdi di giustizia. Ieri pomeriggio è stato approvato, contro il parere del governo che s’era opposto alla proroga, l’emendamento che rinvia la chiusura dei quattro tribunali di Avezzano, Sulmona, Vasto e Lanciano al settembre 2024, scongiurando dunque l’accorpamento con le sedi dell’Aquila e di Chieti. Un provvedimento che dovrà sottostare ancora alla decisione finale del Parlamento. Ma appare l’ostacolo minore. Più complicato, per assicurare la permanenza delle strutture, trovare la copertura finanziaria.
L’EMENDAMENTO. È stato sottoscritto da senatori di tutte le forze politiche e vede come primo firmatario il senatore Gianluca Castaldi, già sottosegretario ai Rapporti con il parlamento nel governo Conte II. È stato presentato nell’ottica di evitare un accorpamento con i tribunali dei capoluoghi di provincia e garantire il normale svolgimento dei processi, soprattutto delle cause penali che necessitano naturalmente di scadenze a lungo termine. Il documento è stato firmato, oltre che da Castaldi, dai senatori Gabriella Di Girolamo (Movimento 5 Stelle), Alberto Balboni (Fratelli d’Italia), Nazario Pagano (Forza Italia), Alberto Bagnai (Lega), Giuseppe Cucca (Italia Viva), Loredana De Petris (Sinistra italiana), Gaetano Quagliariello (Identità e azione), Luciano D’Alfonso (Pd) e Riccardo Nencini (Partito socialista italiano).
L’ITER. Il percorso che ha portato all’approvazione dell’emendamento è stato molto articolato, anche perché sulla questione c’era il parere contrario del governo.
Una volta approdato alla seconda commissione Giustizia in Senato, però, martedì pomeriggio, al momento del voto, qualcuno si è accorto che il rischio era quello di andare sotto. Per tale motivo si è deciso di accantonare il provvedimento. Il voto sull’emendamento è stato rinviato a ieri e nel pomeriggio è arrivato il responso favorevole. I senatori hanno convinto i rappresentanti in commissione dei partiti di appartenenza a votare a favore. Ora il provvedimento dovrà arrivare dell’aula del Senato per l’approvazione e infine alla Camera per l’ok definitivo. E anche qualora il governo dovesse porre la fiducia, il provvedimento è già nel testo di legge. L’emendamento prevede il rinvio della chiusura disposta dal riordino della geografica giudiziaria al mese di settembre 2024. Si attende inoltre l’approvazione di un disegno di legge promosso dalla Regione Abruzzo per garantire la salvezza definitiva dei tribunali tramite un fondo regionale per la copertura delle spese.
IL GOVERNO. Una dura opposizione al rinvio della chiusura dei quattro tribunali è arrivata in questi mesi da parte del governo, in particolare dal ministro della Giustizia, Marta Cartabia, che aveva bocciato la richiesta di proroga di due anni, dunque dal 14 settembre 2022 al settembre 2024. E questo perché non ci sarebbe la copertura economica. Anche durante la discussione sull’emendamento è stato ribadito il parere contrario del Mef e del ministero della Giustizia. La situazione è rimasta in fase di stallo per un giorno. Questo perché c’era il parere politico, favorevole alla proroga, che contrastava con un parere tecnico, contrario al rinvio. Quando accade questo, gli emendamenti con parere contrario solitamente vengono respinti. In questo caso invece la politica ha avuto la meglio.
VITTORIA DI TUTTI. «È un grande risultato per il territorio abruzzese», ha commentato Castaldi, «per il quale vorrei ringraziare soprattutto la deputata Carmela Grippa e la senatrice Gabriella Di Girolamo che da anni si battono per questa tematica e tutti i parlamentari abruzzesi che hanno firmato».
Il senatore Castaldi si era impegnato in prima persona già nelle scorse legislature affinché «l’accesso e la fruizione della Giustizia fossero preservati nell’area centro-meridionale dell’Abruzzo, esprimendo più volte viva preoccupazione anche per l’economia di territori già profondamente provati dalla crisi economica aggravatasi in questo anno e mezzo di pandemia».
«Pensavamo che il provvedimento potesse subire uno stop da parte delle commissioni d’esame ed eravamo pronti a presentare un testo alternativo, per evitare che tutto cadesse nel vuoto e proseguire la battaglia con tutti i mezzi a nostra disposizione», ha aggiunto Castaldi, «ma ognuno dei parlamentari coinvolti ha convinto la forza politica che rappresenta per arrivare a questo soddisfacente risultato. Per questo sono convinto che questa sia davvero una vittoria di tutti. Si è rispettata la volontà unanime del Parlamento per il mantenimento in vita dei quattro tribunali».
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