Tribunali, torna la mobilitazione: «Basta proroghe, salvare gli uffici»

12 Ottobre 2024

Il coordinamento dei sindaci e degli Ordini forensi riunito a Sulmona per la salvaguardia delle 4 sedi E Di Pangrazio annuncia un prossimo incontro a Roma per tornare a sollecitare soluzioni definitive

SULMONA. Un incontro urgente con i rappresentanti del Governo e della Regione affinché «si concretizzi l’impegno a mantenere aperti in via definitiva i quattro tribunali abruzzesi sub provinciali». È quanto ha chiesto il coordinamento dei sindaci e dei presidenti degli Ordini forensi di Sulmona, Avezzano, Lanciano e Vasto, tornato a riunirsi ieri mattina, nel capoluogo peligno, per rilanciare la battaglia sulla salvaguardia dei quattro tribunali, tenuti in vita grazie alla proroga che scadrà il 31 dicembre 2025. Per questo sindaci e avvocati si sono seduti intorno al tavolo per riprendere le fila del discorso e mettere in campo nuove iniziative di lotta.
RIVEDERE LA RIFORMA
L’obiettivo della nuova mobilitazione è quello di spingere ad accelerare il processo di revisione della riforma della geografia giudiziaria, più volte annunciato negli ultimi anni. Proprio a marzo dello scorso anno il coordinamento aveva chiesto l’istituzione di un tavolo tecnico per far sì che l’Abruzzo possa essere «laboratorio di revisione della riforma». Con la soppressione dei quattro tribunali minori, metà regione, e proprio quella orograficamente più complicata, si troverebbe sguarnita dei presidi di giustizia.
I SINDACI
«È il momento di riprendere il discorso sulla salvaguardia dei tribunali sub provinciali» ha dichiarato il sindaco di Sulmona, Gianfranco Di Piero, pensando alle azioni da intraprendere. «Bisogna chiudere la questione definitivamente e con esito positivo. Non possiamo perdere i nostri presidi di legalità, soprattutto nel nostro territorio dove insiste anche un carcere di massima sicurezza». Rilancia la battaglia anche il sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio. «Siamo tutti presenti e tra una decina di giorni andremo a Roma. Oggi stiamo pianificando tutti i passaggi. Ho sentito il sottosegretario e i senatori Guido Liris ed Etel Sigismondi, che si erano occupati della questione per avere contatti con la commissione preposta che ha il compito di portare avanti la riforma della geografia giudiziaria, in modo tale da condurre a termine la battaglia», ha sottolineato Di Pangrazio. Hanno preso parte alla riunione del coordinamento anche il sindaco di Lanciano, Filippo Paolini e il vice sindaco di Vasto, Licia Fioravante, che hanno rimarcato l’esigenza di «calendarizzare a stretto giro un appuntamento con il Governo».
GLI AVVOCATI
Tengono alta l’attenzione anche gli avvocati, pronti all’arringa finale per incassare il risultano, dopo anni di dura battaglia. «Laddove la riformadel 2012 ha trovato attuazione con la chiusura di tribunali di prossimità, si sono registrati disagi e ritardi nell’amministrazione della giustizia oltre a un enorme spreco di risorse pubbliche», ha osservato Luca Tirabassi, presidente del consiglio dell’Ordine degli avvocati di Sulmona, secondo il quale «il ministro Carlo Nordio, lo scorso aprile, aveva legato la proroga per i tribunali abruzzesi sub-provinciali alla necessità di porre rimedio agli errori di quella riforma che hanno portato a gravissimi pregiudizi in tutti i territori dove era stata attuata». Per Roberto Di Pietro, presidente dell’Ordine forense di Avezzano, «la situazione abruzzese è un po’ particolare perché in questi luoghi i tribunali hanno continuato a funzionare. È necessario che il Governo adotti un atto normativo con cui stralci la nostra situazione e sancisca in via definitiva la permanenza dei tribunali di Avezzano, Lanciano, Vasto e Sulmona, in attesa della revisione della riforma». Sulla stessa lunghezza d’onda Antonio Codagnone, presidente del consiglio forense di Lanciano e Maria Sichetti, presidente dell’Ordine degli avvocati di Vasto, secondo i quali «va data concreta attuazione normativa a tutti gli impegni, apprezzati e apprezzabili, finora adottati, per mantenere in vita i tribunali».
BASTA PROROGHE
Alla commissione parlamentare e all’incontro a Roma, che si terrà nei prossimi giorni, sindaci e avvocati andranno a ribadire la necessità di fermare la “politica delle proroghe”. L’ultima era stata accordata l’8 febbraio del 2023, dopo il decreto approvato in aula dai parlamentari. Senza un ulteriore atto, i tribunali minori sono condannati alla chiusura dal primo gennaio 2026. Circostanza che il coordinamento vuole assolutamente evitare, ottenendo non l’ennesima deroga, ma una salvezza definitiva.
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