Troppi incarichi, è bufera su Montanari

Il sindacato Diccap sollecita l’intervento di De Angelis. Il dirigente e capo dei vigili: «Tutto compatibile»
AVEZZANO. Troppi incarichi al dirigente comunale Luca Montanari, anche capo della polizia locale. Ragione che ha spinto il Dipartimento autonomie locali-polizie locali (Diccap) a scrivere al sindaco di Avezzano, Gabriele De Angelis, per sollecitare un incontro.
Il Diccap, che tutela gli agenti di polizia locale, analizzando le deleghe attualmente in carico al comandante della polizia locale, ha inviato una nota al Comune. Montanari attualmente è referente per la polizia locale, ufficio permessi, avvocatura di settore contenzioso amministrativo e civile, sicurezza organi di governo e sedi istituzionali, unità di progetto e risarcimento danni. Con una retribuzione netta di 3.645,37 euro al mese (dato 2016).
«In merito alla ridefinizione della struttura organizzativa dell’Ente per l’anno 2017», precisa Walter Falzani del Diccap, «premesso che in materia di polizia locale la funzione di comandante è incompatibile con lo svolgimento di altre funzioni, che non può essere destinato a compiti o mansioni diversi da quelli indicati dalla normativa vigente e considerato che il comandante non può essere anche il responsabile del servizio di Protezione civile e del servizio di politiche culturali, chiediamo di convocare un incontro con il primo cittadino e con gli assessori per la concertazione dei criteri generali di graduazione delle posizioni organizzative e la contrattazione della ripartizione del fondo risorse decentrate per l’anno 2017 prima dell’attribuzione degli incarichi di posizioni organizzative».
Il comandante Montanari, dal canto suo, si difende e precisa che «la legge finanziaria 2016 ha abrogato il vincolo di esclusività per i comandanti, per cui possono avere anche più incarichi».
«La legge regionale dell’Abruzzo del 2013 effettivamente non consente ai comandanti di avere più incarichi», aggiunge Montanari, «ma questa legge è antecedente a quella nazionale, dunque in odore di disapplicazione, ma nessun tribunale si è ancora pronunciato. Per dirimere il conflitto apparente di norme è nel frattempo intervenuta l’Autorità anticorruzione Anac, la quale ha detto che il comandante può avere più incarichi, purché questi non creino conflitto di interessi. Questo avviene quando il comandante è ad un tempo controllore e controllato, cioè quando prima rilascia una autorizzazione e poi la controlla. Vi sarebbe, quindi, conflitto di interessi se il comandante avesse, per citare due ipotesi, anche l’incarico di dirigente del Suap, rilascio licenze commercio, o dirigente ufficio urbanistica, rilascio permessi di costruire».
«Nel mio caso non vi è conflitto di interessi», conclude Montanari, «in quanto gli incarichi rientrano tra quelli compatibili, ufficio cultura, protezione civile e, in passato, anche ufficio personale e affari generali, peraltro mai contestati nei cinque anni precedenti dal sindacato Diccap-Sulpl».
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