Troppi schiamazzi, il centro non è vivibile

I residenti rientrati dai Quattro Cantoni a via Garibaldi ora vorrebbero traslocare in periferia
L’AQUILA. Rumori dei cantieri e polveri ovunque durante il giorno, schiamazzi di ogni genere di notte.
Vivere in centro storico, dopo il terremoto, sembra diventare di giorno in giorno più difficile. A lamentarsi della situazione sono soprattutto i residenti della zona che dai Quattro Cantoni arriva a via Garibaldi, piazzetta Regina Margherita, piazza Chiarino. In quel breve tratto di centro, infatti, si concentra da ormai qualche anno la movida aquilana, soprattutto nei giovedì e nei sabato sera.
Negli anni non sono mancati esposti a Prefetto, Guardia di finanza, Questura e Comune per porre un freno alla situazione, ma tutti si sono risolti in un nulla di fatto.
Gli schiamazzi notturni, infatti, non sembrano diminuire, tanto da spingere alcuni residenti, tornati a casa dopo anni, a cercare una sistemazione fuori città. Non solo, infatti, la sera il triangolo del centro delimitato da via Porcinari, via Coppito e via Garibaldi, si trasforma in un parcheggio selvaggio, ma fino a tarda notte è un continuo di schiamazzi e un viavai di automobili.
Al mattino, invece, quando la confusione è ormai lontana, si ritrovano a terra bicchieri, bottiglie di alcolici, scritte e disegni deturpanti persino sulle mura dei palazzi restaurati, oltre a rifiuti di ogni genere.
A essere presi di mira dalle bombolette e dai pennarelli dei ragazzi sono stati soprattutto i portici di San Bernardino e le nicchie della scalinata che conduce alla chiesa da piazza Bariscianello, restaurate solo da qualche anno e già imbrattate dai vandali.
E se i locali aperti nella zona tra i Quattro Cantoni e via Garibaldi richiamano sopratutto nel fine settimana e nelle ore serali tanti giovani, la moda del momento, dettata anche dalla scarsa disponibilità economica, è quella di acquistare le bevande nella grande distribuzione e consumarle in strada magari all’ingresso dei locali più frequentati. Una situazione che contrasta inevitabilmente con il desiderio di tranquillità dei residenti, spesso impossibilitati a riposare nelle ore notturne e ormai esasperati dalla situazione, tanto da dichiararsi pronti a fare ancora una volta le valigie per lasciare il centro storico a favore delle zone periferiche.
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