Troppi spettatori, il concerto raddoppia

19 Settembre 2018

Per il secondo anno l’Auditorium della Finanza è indisponibile. Enti culturali costretti a peregrinare in cerca di spazi

L’AQUILA. Istituzione sinfonica e Barattelli stanno per presentare i rispettivi calendari stagionali. L’ultimo week end di ottobre, uno degli eventi di inizio anno prevede un concerto frutto di una collaborazione congiunta. Un concerto doppio, il 26 e il 27 di ottobre, al Ridotto del teatro comunale. Sì perché questo è l’unico modo di accontentare il pubblico, visto che tutti gli spettatori attesi messi insieme non ci stanno in un’unica serata. Concerto doppio che, in altri termini, significa costi organizzativi aggiuntivi tra logistica, amplificazione e sicurezza, senza calcolare un impegno ulteriore per i musicisti coinvolti. Ma in quale altro modo procedere? Tre giorni più tardi, il 30 ottobre, il teatro dei Marsi di Avezzano ospiterà la prima tappa del tour del “Vivaldi Metal Project” che vede come protagonista il musicista e produttore Mistheria, famoso principalmente per le sue numerose collaborazioni (Bruce Dickinson degli Iron Maiden, Rob Rock, Roy Z e molti altri). Parliamo delle “Quattro stagioni” di Antonio Vivaldi rivisitate in chiave sinfonico-rock da artisti internazionali riunitisi per questo straordinario progetto creato e prodotto dal musicista abruzzese. Un concerto-evento, dall’organizzazione tutta aquilana, targata Phm events. L’Aquila era infatti il primo luogo dove Diego Fiordigigli e Chiara Masciovecchio sono andati a sondare la disponibilità per questo tipo di serata che, con un pubblico inferiore a 500 persone non ha senso organizzare. Di qui la scelta di trasferire il concerto ad Avezzano, all’interno del teatro in grado di ospitare 800-900 spettatori. L’alternativa sarebbe stata prevedere una doppia sessione – in un unico giorno – all’auditorium del Parco del Castello, che ha una disponibilità di posti che non supera i 220. Così, mercoledì 31 ottobre, al massimo si può organizzare una navetta semigratuita in partenza dall’Aquila per andare incontro alle esigenze di una cinquantina di fan provenienti dal capoluogo.
MANCA UNO SPAZIO. La lista degli enti e delle istituzioni i cui programmi stagionali devono fare i conti con l’assenza di uno spazio dedicato al “mainstream”, insomma dedicato ad ospitare un concerto o uno spettacolo in grado di coinvolgere un grande pubblico, potrebbe estendersi ai Solisti aquilani e al Teatro stabile, così come ad altre agenzie in grado di far transitare in città i tour di musicisti e cantautori di un certo livello. D’estate si può – e non senza fatica, se solo si pensa a quanto sia stato impegnativo dover fare i conti con i capricci del meteo, in occasione dei Cantieri dell’immaginario, della Perdonanza e della Maratona jazz. Nei mesi più freddi, si sente l’assenza di un luogo al chiuso. Il grande assente, per la seconda stagione consecutiva, è l’Auditorium Florio della Guardia di Finanza, già teatro di una parte fondamentale degli eventi del G8, così come di concerti e proiezioni che, nei mesi del post-sisma, portarono in città nomi di richiamo come Ennio Morricone, Riccardo Muti, Claudio Baglioni, Roberto Benigni, Gianni Morandi (la lista potrebbe proseguire). Eppure, l’utilizzo di alcuni materiali per l’allestimento delle poltrone della sale aveva spinto i vigili del fuoco a giudicare la struttura non idonea così da costringere gli organizzatori a riprogrammare alcuni appuntamenti della scorsa stagione, tra cui il concerto di Noa, poi spostato ad Avezzano, il concerto-spettacolo di Rocco Papaleo (trasferito a Teramo) e Peppe Servillo (al Ridotto). «Per fortuna», commenta Giorgio Paravano, segretario generale dell’Isa, «si decise sin da subito di puntare al recupero del Ridotto del teatro comunale che resta al momento il principale punto di riferimento culturale in città, oltre all’Auditorium di Renzo Piano». La struttura conta 340 posti a sedere. «La situazione degli spazi è difficile», valuta Carla Cimoroni, tra i consiglieri comunali più attivi nel segnalare l’assenza di luoghi culturali adatti a un capoluogo. «La situazione all’Auditorium Florio è ferma ed è difficile prevedere un investimento da parte dell’Inail, proprietario della struttura, in grado di restituire questo spazio, altrimenti riservato ai finanzieri, alla città. Purtroppo, nulla si muove anche dal punto di vista del Masterplan di piazza d’Armi che prevede un teatro da 900 posti. Ma la progettazione esecutiva non rispecchia le indicazioni preliminari e quindi si rischia di aspettare a lungo». Poi ci sarebbe il “PalaJapan”, la cui destinazione principale, tuttavia, è legata a eventi sportivi, con acustica tutta da verificare una volta ultimati i lavori.
©RIPRODUZIONE RISERVATA