Trovata senza vita Antonietta Centofanti

30 Aprile 2021

Aveva 71 anni, portavoce del Comitato familiari vittime del terremoto: dal 6 aprile 2009 combatteva per avere giustizia

L’AQUILA. La sua missione era non far dimenticare. E combatteva, con garbo e determinazione. Combatteva per quel nipote Davide, morto sotto le macerie della Casa dello studente, e per la sua città piegata nella maledetta notte del 6 aprile. Combatteva, nonostante il suo cuore fosse frantumato da dodici anni di dolori. Il cuore che nel pomeriggio di ieri ha deciso di abbandonare Antonietta Centofanti. L’amica Marion l’ha trovata ormai senza vita sul divano di casa, in via dei Farnese all’Aquila. Centofanti aveva da poco compiuto 71 anni. Era nata a Pescina il primo aprile del 1950. Inutile ogni tentativo di soccorso. Una vicina di casa ha raccontato alla polizia di averla incontrata verso le 14. Antonietta lamentava un mal di stomaco. Tornata dopo qualche ora, la donna è andata a sincerarsi delle sue condizioni. Ma non rispondeva. Così come non rispondeva ad alcune amiche. Finché Marion, entrata grazie a un paio di chiavi di ricambio, l’ha trovata sul divano. È stato allertato il 118 ma all’arrivo dell’ambulanza il medico ha accertato la morte. Risalirebbe alle 15. La salma è stata portata via solo in tarda serata, al termine degli accertamenti. Oggi la nipote Lilli, attesa da Vasto, sarà chiamata per il riconoscimento ufficiale.
CHI ERA. Antonietta Centofanti, giornalista pubblicista, curava l’ufficio stampa dei Solisti aquilani, istituzione musicale. In precedenza aveva collaborato anche con l’Atam (Associazione teatrale abruzzese e molisana) e con diverse testate culturali italiane. Era un’animalista convinta, con una sfrenata passione per i gatti. Diverse le iniziative per la lotta al randagismo. Amava i libri e la buona musica. Ma era soprattutto un’attivista dei vari movimenti nati in città dopo la catastrofe del 6 aprile 2009.
Da allora era diventata una donna simbolo della lotta post terremoto, per chiedere giustizia e verità sulla morte degli otto giovani della Casa dello studente. Tra questi c’era il nipote Davide Centofanti, ucciso nel crollo. Del Comitato dei familiari delle vittime era anche la portavoce. Negli anni si era battuta per far nascere una rete solidale e di lotta a livello nazionale, coinvolgendo associazioni e comitati di familiari di vittime imputabili non al caso o alla natura, ma alle responsabilità umane, dalla vicenda ThyssenKrupp alla Terra dei fuochi, passando per le stragi di Viareggio e Sarno, fino al ponte Morandi. Una rete che continuava a crescere, per volontà di persone come Antonietta Centofanti. Si era impegnata fortemente anche per la realizzazione del Parco della Memoria, in via di completamento. Per lei non era un luogo di tristezza ma un punto per riflettere sul futuro.
IL RICORDO. «Antonietta era un vero personaggio, per L’Aquila e l’Italia», sottolinea una commossa Stefania Pezzopane, parlamentare Pd, tra le prime ad accorrere nella casa di via dei Farnese, «la città perde una figura di primo piano che ha dedicato la vita alla cultura, al dopo terremoto e tante persone che non ci sono più. Perché la missione di Antonietta era quella di non far dimenticare. Si spegne in un silenzio che è desolante e che lascia interdetti».
L’AMICA AVVOCATO. «Siamo più soli, senza di lei mi sento più sola». Non riesce a trattenere la commozione e le lacrime Vania Della Vigna, avvocato impegnata nei processi in sede civile per i risarcimenti sia ai familiari delle otto vittime che ai sopravvissuti al crollo della Casa dello studente. «È stata l’anima delle nostre battaglie», ricorda, «sempre presente in tribunale per chiedere verità e giustizia non solo per il nipote, ma per quei ragazzi e per tutte le vittime del terremoto». L’ultimo messaggio se l’erano scambiato poche settimane fa, in vista della sentenza ormai imminente per gli indennizzi agli scampati. «Era il motore sia nelle aule del tribunale che al di fuori», sono le parole di Della Vigna, «nel percorso che aveva esteso anche al mantenimento della memoria delle vittime con il monumento dedicato a tutte le persone che non ci sono più. Penso alla nipote Lilli e alla cognata Grazia che devono continuare senza averla al loro fianco».
AIUTO AI GATTI. In serata alcune amiche hanno deciso di prendersi cura di diversi gatti della colonia che Antonietta Centofanti aveva in casa.
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