Trovato morto: s’indaga per omicidio

Operaio di 55 anni dell’Asm scoperto dai parenti nella sua casetta in una zona boscosa. Coltellata al petto e ferita alla testa
BARISCIANO. La pioggia non smette di cadere. La casetta in mezzo al bosco è irraggiungibile. Quel posto isolato, adesso è pieno di gente. Solo le luci dei mezzi di soccorso fanno da guida in un bosco nero come la notte. Da qui, da queste mulattiere, è passato un personaggio senza volto al quale, ora, stanno dando la caccia in tanti. Lì dentro, a cento metri dal posto di blocco, un corpo senza vita. Paolo D’Amico viene trovato all’interno di una casetta di legno isolata tra le campagne di Barisciano, nella zona tra “La Fossa” e “Le Pastine”, al confine con i territori comunali di Fossa e San Demetrio ne’ Vestini, poco distante da un vecchio sito di autodemolizioni. Lo scoprono i parenti, i quali, non avendo notizie di lui da alcuni giorni, danno l’allarme. Gli investigatori piombano sul posto e circondano tutta la zona. La strada per arrivare alla casetta è stretta, le gomme slittano. Fango ovunque. Chi ha visto quel corpo racconta che presenta segni inequivocabili, che non fanno pensare proprio a una morte naturale. Segni, definiti evidenti, di una colluttazione. Ferite profonde in varie parti del corpo, probabilmente inferte con un’arma da taglio e un oggetto pesante, forse un martello. Una ferita molto profonda alla testa. Un taglio all’altezza del torace. Eppoi, segni di trascinamento del corpo sul pavimento. La porta bloccata. Il caso si tinge da subito di giallo. L’ipotesi principale diventa quella della morte violenta. Di un omicidio. Che potrebbe risalire non a ieri, ma almeno al giorno prima. Il movente? Una lite degenerata. Intanto alcune sostanze trovate nell’abitazione messa a soqquadro saranno analizzate.
L’ALLARME. In una disperata telefonata dei familiari, in una domenica piovosa come tante altre, è racchiusa la richiesta di aiuto. La vittima è Paolo D’Amico, un 55enne residente a Barisciano, dipendente dell’Aquilana società multiservizi, l’azienda partecipata del Comune dell’Aquila che si occupa dello smaltimento dei rifiuti. Vengono allertati, in pochi minuti, sia la centrale operativa del 118, che manda un equipaggio, sia i vigili del fuoco. Le luci delle fotoelettriche illuminano a giorno l’area del ritrovamento. Arriva anche la squadra investigazioni scientifiche, che adesso dovrà sciogliere più di un mistero. L’indagine è affidata al sostituto procuratore della Repubblica Simonetta Ciccarelli. Nel luogo del ritrovamento arriva anche l’anatomopatologo Giuseppe Calvisi. Nelle prossime ore il magistrato disporrà l’autopsia per cominciare a dipanare l’intricata matassa.
CHI ERA. L’uomo, incensurato, lavorava come operaio dell’Asm ed era impegnato prevalentemente nel servizio di raccolta porta a porta dei rifiuti su tutto il territorio servito dall’azienda. Secondo alcune testimonianze, raccolte poche ore dopo il ritrovamento, dopo aver concluso regolarmente il suo turno di lavoro, venerdì scorso, l’uomo era tornato a casa e sabato non era stato visto nel luogo di lavoro. Tuttavia, in tanti non hanno dato troppo peso alla sua assenza. Spesso la vittima era impegnata a fare dei lavoretti per sistemare la sua abitazione, da lui stesso realizzata alcuni anni fa, dove era solito trascorrere la gran parte del suo tempo libero con poche amicizie. È tra le sue frequentazioni che si nasconde la chiave del delitto. Amava quella casetta in mezzo alla boscaglia, anche se d’inverno era difficile da raggiungere, tanto da dover utilizzare un escavatore per liberare l’accesso. L’uomo, che viveva da solo, viene descritto come una persona molto riservata. Per un periodo ha lavorato nella sede di Bazzano dell’Aquilana società multiservizi e in una fase successiva era stato trasferito nello stabilimento aziendale di località Campo di Pile. Mai nessun problema, di alcuna natura, come riferiscono alcuni colleghi, si era verificato con lui. Fino a ieri sera nessun fermo era stato operato da parte degli investigatori che battono varie piste.
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