Truffa ai cinesi, prosciolto Gianni Paris

9 Ottobre 2019

Il presidente dell’Avezzano calcio: «È la fine di un incubo, per questa storia lasciai il club». Resta l’accusa di calunnia

AVEZZANO. Una truffa legata alla compravendita di una sala scommesse con la sparizione di una somma pari a 70mila euro. Era questa l’accusa per l’avvocato Gianni Paris, attuale presidente dell’Avezzano calcio (società totalmente estranea alla vicenda), e per l’imprenditore Domenico Barbonetti e una nipote di quest’ultimo, Elisa Tallerico. Tutti sono stati prosciolti dall’accusa di truffa per intervenuta prescrizione.
Paris era indagato anche per il reato di infedele patrocinio ed è stato ugualmente prosciolto dal giudice Anna Carla Mastelli perché il fatto non sussiste. Per lui resta l’accusa di calunnia, per la quale è stato rinviato a giudizio davanti al giudice del tribunale di Avezzano, Daria Lombardi, il 5 giugno 2020, quando il reato sarà però già in prescrizione.
Il pubblico ministero Maurizio Maria Cerrato ha chiesto il non luogo a procedere per prescrizione per tutti e tre riguardo al reato di truffa e il rinvio a giudizio per i rimanenti reati nei confronti di Paris.
Le accuse nascevano da una denuncia presentata nel febbraio 2014 da una famiglia cinese residente ad Avezzano. Secondo l’accusa, Barbonetti e Tallerico, rispettivamente amministratore di fatto e legale rappresentante di una società che gestiva una sala scommesse nella Marsica, si erano impossessati di 70mila euro, prima rata dell’intero prezzo pattuito (450mila euro), per la cessione dell’attività a una famiglia cinese, madre, padre e figlio. L’avvocato Paris, sempre stando all’accusa, era stato incaricato dalla famiglia cinese di curare gli aspetti legali della trattativa, ma secondo la tesi accusatoria aveva agito in collusione con Barbonetti e la Tallerico per portare a termine la truffa. Ieri sul reato è stata ufficializzata l’avvenuta prescrizione.
«Per me è la fine di un incubo», ha confessato Paris raggiunto dal Centro, «quando finii sotto inchiesta, a causa dell’impatto mediatico che ne scaturì, fu l’inizio della fine per quanto riguarda la presidenza dell’Avezzano calcio, che poi lasciai». Da qualche giorno Paris è tornato alla guida della società sportiva. «Come volevasi dimostrare», ha aggiunto, «alcun reato sostanziale è stato riconosciuto a mio carico. Non avevo mai ricevuto mandato dai cinesi e dalla società, ma avevo solo fatto da mediatore. La calunnia di cui sono accusato», ha concluso, «è scaturita da una mia denuncia che in realtà era semplicemente una contro-denuncia, visto che ero stato a mia volta già precedentemente denunciato».
Barbonetti e Tallerico erano assistiti dagli avvocati Roberto Verdecchia e Antonio Pascale, mentre Paris dall’avvocato Gianluigi Filauri.
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