Truffa auto, l’inchiesta si allarga

2 Agosto 2014

Le persone accusate: nella concessionaria ci obbligavano a compiere i reati

AVEZZANO. È destinata ad allargarsi l’inchiesta su una presunta serie di raggiri compiuti in una concessionaria di auto.

Tre le persone indagate, che però hanno respinto più volte ogni tipo di contestazione. Due di loro hanno chiamato in causa l’amministratore delegato della società. In particolare, la presunta truffa, sulla quale hanno svolto accertamenti i carabinieri, si sarebbe concretizzata con una serie di false rottamazioni. Sono almeno 44 gli episodi contestati.

«Non siamo mai stati licenziati» racconta C.D.M. «ma ci siamo dimessi dopo aver scoperto che all’interno della concessionaria si svolgevano attività illecite di vario genere: dalle rottamazioni false alla vendita di auto nuove e usate a un prezzo nettamente superiore a quello dichiarato al Fisco, alle buste paga falsificate per vendere vetture a soggetti che in realtà non avevano un impiego e quindi non pagavano alcuna rata alle finanziarie che venivano così frodate per migliaia di euro. Di questi e molti altri reati naturalmente l’amministratore non solo era a conoscenza, come è emerso dalle indagini e dalle numerose prove messe a disposizione degli inquirenti, ma anzi era lui stesso che obbligava i dipendenti a perpetrare tali reati pena i licenziamento. Quando abbiamo comunicato di non voler più andare avanti siamo stati prima minacciati e poi effettivamente denunciati per fatti che l’amministratore conosceva benissimo. Oltre alla denuncia alla Procura, abbiamo presentato anche tre vertenze sindacali in quanto lo stesso amministratore ci aveva assunti con un contratto al quarto livello pagandoci solo al settimo livello per oltre cinque anni. L’ammontare del danno causato è di oltre 500mila euro».

Su queste accuse sono in corso indagini della Finanza. L’amministratore delegato della società è assistito dall’avvocato Antonio Milo. Gli indagati sono difesi dagli avvocati Vincenzo Retico e Fabio Maria Cozi. L’inchiesta, che potrebbe chiudersi a breve, è coordinata dal sostituto procuratore Guido Cocco. ©RIPRODUZIONE RISERVATA