Truffa e falso, due assoluzioni

8 Febbraio 2018

Il giudice: leciti lavori aggiuntivi anche se non previsti nel progetto 

L’AQUILA. Il rappresentante di una ditta edile e il progettista di lavori per la ricostruzione di un immobile sono stati assolti dal tribunale con formula piena dalle accuse di truffa e falso. Si tratta di Pasquale Di Gioacchino, di 65 anni, architetto aquilano, ma residente a Pescara e di Enrico Iarossi, di 59, di Tione degli Abruzzi.
Secondo l’accusa essi, nelle loro diverse vesti, avrebbero presentato una documentazione falsa al Comune di Fagnano Alto, in riferimento all’esecuzione dei lavori e del computo metrico, allo scopo di fare opere non previste.
Nel corso del processo, che si è concluso nel tardo pomeriggio, il pm aveva chiesto un anno di reclusione.
Ma il giudice ha dato ascolto alle tesi assolutorie sostenute dagli avvocati Dario Visconti, Ernesto Venta, Massimiliano Venta, e ha assolto i due accusati «perché il fatto non sussiste».
Nel procedimento si erano costituiti parte civile il proprietario dell’immobile, Tommasino Cancelli, e lo stesso Comune di Fagnano Alto.
Le difese, in particolare, tengono a evidenziare che questa sentenza, e quelle analoghe pronunciate in altri procedimenti con la stessa imputazione, «smentiscono il messaggio secondo il quale sarebbero stati dei disonesti quei professionisti ai quali veniva contestato il reato di truffa per aver usato fondi per restituire l’agibilità alle casse danneggiate dal sisma anche per danni non previsti dal progetto».
Secondo gli avvocati occorre considerare che i progetti redatti a ridosso del sisma sono risultati spesso sommari per l’impossibilità di una seria ispezione dei locali sia perché, talvolta, le scosse sismiche successive hanno aggravato i danni oppure ne hanno provocati degli altri. (g.g.)
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