Truffa fondi Covid, prime ammissioni

11 Febbraio 2024

I calciatori del Pizzoli sentiti dagli investigatori che ipotizzano la truffa in danno dello Stato. In 32 rischiano il processo

L’AQUILA. I calciatori coinvolti nell’indagine condotta dal gruppo della Guardia di finanza dell’Aquila, diretto dal tenente colonnello Luca Lauro, hanno ammesso di aver percepito indebitamente i sostegni pubblici elargiti dal governo nell’ambito dei ristori in epoca Covid. Emergono dunque dettagli rilevanti ai fini del processo che vedrà imputate 32 persone tra tesserati e dirigenti dell’Asd Pizzoli, squadra di calcio dilettantistica dell’Aquilano, accusate di truffa aggravata ai danni dello Stato.
L’indagine, durata circa un anno e mezzo, ha consentito di raccogliere prove documentali rilevanti, che accertano il raggiro istruito dall’allora segretario dell’associazione sportiva, con il beneplacito del presidente, consistito nell’aver falsificato e retrodatato accordi economici relativi alle stagioni calcistiche 2019/20 e 2020/21 al fine di beneficiare delle indennità pubbliche per un importo complessivo pari a 115.000 euro. Durante la fase di indagine, la Guardia di Finanza ha ascoltato tutti i calciatori in quanto persone informate sui fatti. Solo dopo aver ammesso di non aver mai percepito rimborsi dalla società sportiva e di aver al contrario beneficiato dei sostegni pubblici, sono stati inseriti nel fascicolo degli indagati. Si attende, ora, la conclusione delle indagini cui seguirà la richiesta di rinvio a giudizio. Il capo d’imputazione è lo stesso per tutte le 32 persone denunciate, anche per quelle che, all’epoca dei fatti, erano minorenni. La Guardia di Finanza dell’Aquila, il cui lavoro meticoloso ha consentito di accertare la truffa, lascia intendere una trama comune che rischia di coinvolgere in tempi brevi altre realtà del territorio aquilano, attualmente oggetto di attenzionamento. I sostegni in tempo di Covid hanno fatto gola a tanti e il numero degli illeciti potrebbe allargarsi a macchia d’olio.