Truffa fondi sisma In tre sotto inchiesta

L’AQUILA. Ancora una vicenda giudiziaria connessa alle pratiche di ricostruzione. Stavolta nel mirino della procura della Repubblica i lavori per la ristrutturazione di parte di un palazzo che si...
L’AQUILA. Ancora una vicenda giudiziaria connessa alle pratiche di ricostruzione. Stavolta nel mirino della procura della Repubblica i lavori per la ristrutturazione di parte di un palazzo che si trova in viale Corrado IV e le accuse per le tre persone imputate sono la truffa ai danni dello Stato e il falso.
La procura della Repubblica ha chiesto, a fronte di accuse ancora tutte da provare, il rinvio a giudizio del committente dei lavori per le parti comuni del palazzo Valter Frasca, del direttore dei lavori Sandro Maloni e del titolare di una ditta di costruzioni della provincia di Frosinone, Giuseppina Verrelli. Essi, secondo i sospetti della Procura, nel dichiarare nello stato finale dei lavori, e in altri atti, lavorazioni mai fatte o eseguite in maniera difforme a quanto attestato, avrebbero indotto in errore il Comune dell’Aquila al punto che l’ente ha erogato circa 190mila euro a fronte di un presunto ingiusto profitto che sfiora i 100mila euro.
Il reato di questa indagine sulla ricostruzione privata sarebbe stato accertato nel maggio del 2013 quando ci fu un sopralluogo dei tecnici comunali. Alcuni mesi dopo ci fu anche la revoca del contributo ma limitatamente alla cifra ritenuta in eccesso. L’udienza preliminare si terrà il 31 maggio ma la vicenda è molto controversa. Infatti, tutta l’inchiesta poggia su una denuncia ma, soprattutto, su un accesso nel cantiere ormai concluso da parte dei tecnici comunali. Un accesso fatto in piena autonomia e senza contraddittorio. Secondo le difese, inoltre, la relazione del Comune nella quale si ipotizzano delle irregolarità fa solo delle ipotesi astratte e improbabili. Inoltre, sulla vicenda poggiano ricorsi al Tar e al tribunale civile.
Nel corso del procedimento gli imputati sono assistiti dagli avvocati Vincenzo Calderoni, Gian Luca Totani, Attilio Cecchini. Ancora una volta si tratta di un caso a rischio prescrizione.
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