Truffa l’allenatore e il suo staff: «Ti vuole la serie B spagnola»

20 Luglio 2023

Agente 43enne di Avezzano è accusato di aver ingannato Graziani, all’epoca tecnico dell’Avellino Chiedeva soldi per l’ingaggio con lo Sporting Gijón. Vittime bloccate in aeroporto coi biglietti falsi 

AVEZZANO. Prometteva l’ingaggio in una squadra di calcio della serie B spagnola ad allenatori, preparatori atletici e assistenti sportivi, facendosi consegnare denaro a titolo di cauzione per l’istruttoria delle pratiche. Alla fine però nessuno dei contratti promessi si concretizzava e i biglietti aerei e navali per raggiungere la Spagna risultavano falsi. Queste le accuse per cui è finito sotto processo un agente sportivo, T.E. di 43 anni, residente ad Avezzano ma con origini pugliesi. Deve rispondere di truffa continuata nei confronti di professionisti del mondo dello sport, in particolare del calcio.
LA FALSA PROMESSA
La vicenda risale alla stagione sportiva 2018-2019 quando l’allenatore toscano Archimede Graziani, allora mister dell’Avellino calcio in serie D, secondo gli inquirenti fu contattato dal marsicano che si presentava come procuratore e agente sportivo. Gli propose di rassegnare le dimissioni da tecnico della squadra irpina per intraprendere una importante esperienza professionale in Spagna, con il club di seconda divisione Sporting Gijón, che a suo dire stava per esonerare il proprio allenatore. In quella occasione Graziani rifiutò l’offerta dicendo di voler restare sulla panchina dell’Avellino fino al termine della stagione sportiva. Qualche giorno più tardi, però, il procuratore sportivo tornò all’assalto, proponendogli un contratto da dicembre 2018 fino al 30 giugno 2021. Al mister venne anche inviata una mail all’apparenza ufficiale in cui veniva ribadita l’offerta. Pochi giorni dopo, a dicembre del 2018, Graziani venne però sollevato dall’incarico di allenatore dell’Avellino e il 43enne marsicano, secondo la ricostruzione degli inquirenti, gli propose ancora una volta di diventare mister della squadra spagnola. A quel punto il tecnico decise di cedere all’offerta, iniziando a contattare potenziali componenti dello staff pronti ad affrontare al suo fianco l’esperienza in Spagna. Tra questi un preparatore atletico, un allenatore in seconda, un preparatore dei portieri e un allenatore supplente. A Graziani e al preparatore atletico venne chiesto di versare una somma di mille euro come cauzione per il lavoro da svolgere e al fine di concludere la trattativa.
I VIAGGI FALLITI
Il marsicano fece recapitare a entrambi un biglietto aereo che però alla fine si rivelò falso, dopo diversi tentativi al check-in dell’aeroporto. Si convinsero però che ci fosse stato qualche problema con la compagnia aerea e con la prenotazione dei biglietti: la partenza era solo posticipata.
L’allenatore riuscì comunque ad allargare lo staff e insieme ad altri tre componenti si preparò per un nuovo viaggio verso la Spagna, stavolta in nave, imbarcando anche la sua auto. I biglietti inviati dall’agente marsicano per lui e tutto il suo staff, però, risultavano errati anche stavolta e in più punti: ad esempio indirizzi sbagliati, targa differente e orari non conformi. Un componente dello staff di Graziani decise però di contattare l’agenzia di viaggi di Avezzano che aveva emesso i biglietti: i dati erano stati modificati più volte dall’agente e i ticket non erano stati mai pagati.
LA DENUNCIA
Tutti quanti, a quel punto della vicenda, avevano versato una cauzione di mille euro ciascuno. La partenza venne nuovamente riprogrammata con lo staff al completo. Il procuratore sportivo chiedeva però altri soldi per le pratiche. Ma l’allenatore e i suoi collaboratori smisero di credergli e presentarono una denuncia alle autorità. Il procuratore sportivo marsicano finì così sotto indagine. Quattro anni e mezzo dopo parte il processo a suo carico.
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