Truffe post-sisma, il Comune chiede i danni

La giunta delibera la costituzione di parte civile in processi relativi ai benefìci dell’assistenza
L’AQUILA. C’è il caso del cittadino che ha preso soldi dell’autonoma sistemazione ma anche l’assistenza in albergo, famiglia compresa. In totale il Comune ha speso 6600 euro di sussidio mensile. C’è poi quello (la denuncia riguarda due persone) che ha falsamente attestato lavorazioni post-sismiche in parte non necessarie e in parte non effettuate, inducendo in errore il Comune che ha liquidato 8mila euro anche per lavori mai fatti. Infine, c’è l’esempio di chi ha chiesto i danni per l’attività produttiva ottenendo un contributo di 8300 euro dal Comune con una documentazione asseritamente falsa.
Ora l’amministrazione comunale passa all’incasso nei confronti di questi – e di altri – cittadini, i quali hanno beneficiato, in varia misura, di provvidenze post-terremoto in mancanza di requisiti. Questa è almeno l’accusa dalla quale dovranno difendersi i cittadini stessi in tribunale.
Nel corso di una recente riunione di giunta, l’esecutivo ha autorizzato il Comune a costituirsi in giudizio a difesa delle ragioni dell’ente.
Si tratta soltanto di una piccola parte dei procedimenti penali che sono stati incardinati al tribunale aquilano nel periodo post-terremoto.
Molti di questi procedimenti sono nati attraverso esposti presentati direttamente negli uffici della Procura. Altri ancora sono scaturiti, invece, dagli accertamenti partiti proprio all’interno degli uffici comunali, dove, anche attraverso l’analisi dei dati incrociati delle varie banche dati, si è arrivati a individuare una serie di situazioni «sospette». La costituzione in giudizio da parte del Comune è finalizzata al recupero di quanto indebitamente erogato e alla richiesta di danni nei confronti dei cittadini inadempienti.
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