Tubercolosi, un 17enne ricoverato ad Avezzano

La Asl rassicura: «Il ragazzo non corre alcun pericolo, situazione sotto controllo» Ma, come da protocollo, scattano le verifiche nei luoghi frequentati dallo studente
SULMONA. Un 17enne sulmonese è risultato positivo alla tubercolosi ed è ora ricoverato nel reparto malattie infettive dell’ospedale di Avezzano. Il ragazzo non è in gravi condizioni ma l’aver contratto una malattia contagiosa impone tutte le verifiche del caso. Da subito sono scattati i controlli epidemiologici tra i medici e gli infermieri che lo hanno assistito all’ospedale di Sulmona. Per precauzione, invece, da lunedì partiranno altri controlli sulle persone frequentate dall’adolescente, tra scuola, famiglia e amici.
Il giovane ha accusato per diversi giorni tosse e febbre, fino a quando si è reso necessario il ricovero in ospedale a Sulmona, dove i sanitari hanno diagnosticato la tubercolosi e disposto il trasferimento ad Avezzano.
«La situazione è assolutamente sotto controllo», fa sapere la Asl, annunciando per domani le procedure epidemiologiche che prevedono una serie di verifiche nei luoghi frequentati dal giovane, così come previsto dal protocollo per casi del genere. Il direttore sanitario dell’ospedale dell’Annunziata, Tonio Di Biase, ha ricevuto la notifica del referto e ha confermato che ulteriori sviluppi potrebbero esserci già dai primi giorni della prossima settimana. Già perché si dovrà approfondire come mai un 17enne abbia contratto il batterio, che è stato debellato da anni e che non attecchisce in normali situazioni igienico-sanitarie. Il vaccino contro la tubercolosi, infatti, non è più obbligatorio da anni e viene somministrato solo alle fasce considerate a rischio (tra cui il personale sanitario), perché la malattia è quasi del tutto scomparsa in Italia, dove si registrano appena 10 casi ogni 100mila abitanti.
La tubercolosi, o Tbc, è una malattia infettiva e contagiosa, che si trasmette attraverso tosse, saliva o starnuti, anche se oggi la maggior parte delle persone che entrano a contatto con questi germi non sviluppa i sintomi della malattia, che viene efficacemente spenta sul nascere dal sistema immunitario.
Considerata fino agli anni Cinquanta una grave malattia invalidante e alla lunga mortale se non tempestivamente diagnosticata e curata, oggi la Tbc, che attacca solitamente i polmoni, è trattabile con un combinato di antibiotici.
L’ultimo caso registrato in Italia risale all’altro ieri e riguarda un ragazzo di nazionalità cinese che frequenta un istituto professionale del Cuneese.
Anche in quel caso è stata attivata la profilassi con controlli e test sui compagni giudicati più a rischio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

