Tumori, ecco lo studio sui casi nella Marsica

L’Agenzia sanitaria regionale evidenzia delle anomalie col resto d’Abruzzo Colpiti stomaco e tiroide in maggioranza, diffuso anche il melanoma
AVEZZANO. Stomaco, tiroide e melanoma lasciano alla Marsica il non invidiabile primato di area più colpita dai tumori nella Regione, ma per il resto delle patologie, dopo anni e anni in vetta, l’anno 2018 ha certificato una sostanziale parità. Anzi, su scala generale, lo studio dell’Agenzia sanitaria regionale – reso noto in questi giorni – ha fatto registrare un dato finale leggermente inferiore: per ogni mille abitanti, nella Marsica, sono stati colpiti 5,12 cittadini, mentre nel resto d’Abruzzo la percentuale è a 5,37. Scattano nuove indagini per accertare le cause.
NUOVI CASI. In termini assoluti, nel 2018, in Marsica sono stati diagnosticati 678 nuovi casi di tumore, con in testa colon-retto (85), vescica (84), mammella (81), polmoni (74), prostata (49).
IL REPORT. «Le analisi del trend di incidenza per ciascuna sede tumorale hanno mostrato, per i cittadini marsicani, tassi medi simili o inferiori al resto d’Abruzzo per la gran maggioranza dei tumori», mette in chiaro il report dell’Agenzia sanitaria regionale, elaborato dal team composto da Giorgia Fragassi, Alfonso Mascitelli, Maria Elena Flacco, Vito Di Candia e guidato dal responsabile scientifico del Registro tumori della Regione Abruzzo, il professor Lamberto Manzoli. «Tuttavia», prosegue lo studio, «vi sono state alcune eccezioni: i tumori dello stomaco, la tiroide e il melanoma hanno mostrato un trend di incidenza superiore al resto della popolazione regionale per i residenti nella Marsica». Per il tumore maligno dello stomaco il tasso di incidenza rispetto all’intero Abruzzo è rimasto costante nel tempo, mentre per il melanoma il trend è stato diverso.
CASI IN CRESCITA. «L’incidenza nella Marsica», sottolinea il report, «è stata sovrapponibile alla media regionale fino al 2013, per poi crescere in modo marcato nell’ultimo quadriennio, con picchi particolarmente elevati, e significativamente superiori alla media regionale, nel triennio 2015-2017. Nell’ultimo anno registrato, il 2018, il tasso è sceso, ma è rimasto comunque superiore, sebbene in modo non statisticamente significativo, al resto dell’Abruzzo». Crescita record per il tumore alla vescica: dopo anni in coda alla lista della Regione (dal 2005 al 2017), nell’anno 2018 le diagnosi nella Marsica sono schizzate alle stelle fino a raggiungere la media di 7,13 abitanti colpiti, su ogni mille, a fronte di un 5,70 della media abruzzese.
IL MONITORAGGIO. L’analisi ha mostrato che, per la grande maggioranza dei tumori, il rischio dei residenti nella Marsica è più o meno in linea con il resto della regione, però con eccezioni di rilievo. «Occorre un attento monitoraggio», evidenzia l’Agenzia sanitaria regionale, «ma non si può concludere, con ragionevole grado di certezza, che il rischio d’insorgenza sia maggiore per i marsicani. Diverso è il quadro per il melanoma e, soprattutto, per i tumori dello stomaco. Entrambe le tipologie hanno mostrato nella Marsica tassi d’incidenza marcatamente superiori al resto d'Abruzzo. Nell’ultimo quinquennio, le differenze sono state spesso statisticamente significative: è inevitabile concludere che, dai dati a disposizione, il rischio di melanoma e tumore dello stomaco sia stato effettivamente più elevato per i marsicani rispetto al resto degli abruzzesi. Oltre a continuare il monitoraggio del trend tumorale nei prossimi anni, gli ulteriori passaggi del registro tumori dovranno prevedere un'ulteriore verifica dei casi delle sedi più critiche e la ricerca delle eventuali cause. La natura dello studio non permette di trarre conclusioni sull’esistenza di una relazione causale tra un possibile fattore di rischio (come potrebbe essere l’inquinamento) e l’incidenza di tumori. Sono necessari studi specifici dedicati a quest'area. In particolare, sarà opportuna una georeferenziazione dei casi in base al comune di residenza, al fine di esplorare l’eventuale presenza di una concentrazione anomala di casi in alcuni comuni della Marsica». Lo studio è programmato per il biennio 2020-21.
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